Padre Giuseppe Stoppiglia, già parroco e prete operaio, è il fondatore dell’associazione Macondo [www.macondo.it] e risiede a Pove del Grappa [Vi]: da anni non dice messa nelle parrocchie della zona, ma porta avanti instancabilmente progetti di aiuto in Brasile e nel sud del mondo. Parla senza peli sulla lingua dell’evoluzione, o involuzione, della società veneta a pochi giorni dalle elezioni che hanno sancito il dominio della Lega Nord. Spiegando che dietro il «territorio» difeso dalla Lega non c’è più una comunità, ma un estremo frazionamento di interessi individualistici.
Prova a chiedere a Google cosa ti racconta della Raumer. È il link al secondo posto quello che ci interessa: “RAUMER S.p.a. in liquidazione e amministrazione straordinaria”. Fino all’anno scorso quest’azienda del tessile contava 230 occupati a Valle del Pasubio, nel vicentino. Poi sono arrivati i Contratti di Solidarietà, la cassa integrazione e alla fine l’Amministrazione Straordinaria. Da ottobre ci sono 42 indagati per bancarotta fraudolenta. E intanto le tante donne che lavoravano lì sono a casa.
Il 3 aprile 2010 alle ore 16.10, si sono ritrovati a Bassano del Grappa i comitati primo marzo 2010 del Nord Est. Erano presenti i comitati di Bassano del Grappa, Bolzano, Trento, Vicenza, Verona, Pordenone; delegati: Trieste, Treviso, Udine, Schio; assenze giustificate: Venezia, Padova; assenza non giustificata: Rovigo. Presente con noi, Stefania Ragusa, presidente del comitato nazionale primo marzo 2010.
C'era una volta e c'è ancora un comune dove l'amore e la logica non conoscono confini.
Un'amministrazione comunale pubblica un bando per l'assegnazione di 7 buoni del valore di 5.000 Euro cadauno alle giovani coppie che decidono di comprare casa a Jesolo.
Al punto primo chiedono ''la cittadinanza italiana'' ed al punto due la residenza anagrafica , specificando di ''entrambi i membri della coppia'', nello stesso comune in cui l'amore non conosce stagioni.
C'è una coppia che risponde al bando avendo tutti i requisiti di legge; cosi pensavano i due colombi.
Scritto da Le cittadine e i cittadini antifasciste/i veronesi
domenica 04 aprile 2010
Si avvicina il 25 aprile: pubblichiamo una lettera aperta scritta dalle cittadine e dai cittadini antifasciste/i veronesi e rivolta al presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano; al prefetto di Verona, Perla Stancari; al questore di Verona, Vincenzo Stingone; e al sindaco Flavio Tosi.
Si avvicina il 25 Aprile 2010
Vi scriviamo perché, come cittadine e cittadini veronesi, vorremmo partecipare alle celebrazioni ufficiali che si svolgeranno la mattina di quel giorno, senza dover 'combattere' con le forze dell’ordine in tenuta antisommossa, che abbiamo trovato all'entrata del palazzo della Gran guardia vecchia e in piazza Bra negli ultimi anni, sia in occasione della festa della Liberazione che della Giornata della Memoria.
Il 31 marzo sono stati depositati i tre quesiti referendari che prevedono l'aborgazione delle norme che negli ultimi anni hanno favorito messa sul mercato del Servizio Idrico e la conseguente mercificazione dell'acqua [maggiori informazioni su: www.acquabenecomune.org]. L'avvio della raccolta firme è stato previsto su scala nazionale per il 24 e 25 aprile, giornate nelle quali sarà importante una prima grande mobilitazione. Si ricorda che il tempo a disposizione per raccogliere le firme [almeno 500.000 a livello nazionale - meglio se 700.000 - e 15.000 in Friuli Venezia Giulia] è di tre mesi. Per questo abbiamo fissato un incontro organizzativo regionale per il giorno giovedì 8 aprile alle ore 18.00 presso il Centro Balducci di Zugliano.
«La follia di vestire in plastica» è il titolo del reading in compagnia del poeta operaio Ferruccio Brugnaro che a Strigno [Tn] inaugurerà il prossimo venerdì 9 aprile il ciclo di incontri e laboratori sul tema del recupero della manualità nella lavorazione casalinga della lana. A organizzare questi curiosi appuntamenti che ruotano attorno al tema de «Il ritorno della lana» in Valsugana, è la «Libera associazione malghesi e pastori del Lagorai», nata nel 2000 per promuovere i valori legati al lavoro nelle malghe della Valsugana.
Ridere per non piangere? E' forse questo lo stratagemma che – insieme agli spritz – consente in questi giorni alla spezzettata e pallida sinistra veneta di sopportare l'ennesimo trauma psicologico dato dallo tsunami Zaia e dalla performance di Bortolussi, capace di non raggiungere nemmeno la metà dei voti del diretto concorrente. C'è stato pure chi, come il neo consigliere comunale di Portogruaro Ivo Simonella, ha lanciato una sarcastica proposta per «l'istituzione dell'area protetta del portogruarese centrale per la tutela del centrosinistra», in quelle poche aree del veneziano dove la marea verde non è passata.
Oggi la società sia cambiata e vi si riconoscono tre caste. Queste caste non si differenziano per il reddito, l'estrazione culturale ma per la sensibilità rispetto al tema della legalità! Per far capire meglio quanto dico, faccio un esempio legato al mondo del lavoro, nel quale vi sono gli abili, i quali possono svolgere qualsiasi mansione; poi vi sono i disabili i quali più o meno invalidi non svolgono alcuna attività; in fine i diversamente abili, i quali pur essendo idonei al lavoro, hanno delle difficoltà che non permettono loro di svolgere alcune mansioni. Così allo stesso modo abbiamo i disonesti, magari condannati e palesemente delinquenti; gli onesti e moralmente integri.
Ma è della terza casta che vorrei parlarle quella dei "diversamente-onesti". La parola "diversamente-onesti" è un neologismo che prendo in prestito da un amico B.C. e sta ad indicare chi opera in modo corretto dal punto di vista legale ma quantomeno discutibile sul piano umano e/o morale. Oggi con documenti alla mano le pongo all'attenzione l'Avv. Giampaolo Sardos Alertini, il presidente di AGSM.
Recentemente la stampa locale ha dato notizia dell'avvenuto finanziamento del nuovo impianto di risalita che in territorio veneto collegherà il versante di Lastebasse con la Cima d'Agra attraverso la Val delle Lanze, realizzando di fatto il collegamento tra le piste e gli impianti veneti e quelli trentini sul versante di Folgaria.
L'iniziativa - osserva in un'interrogazione presentata oggi alla giunta provinciale del Trentino Roberto Bombarda dei Verdi - è in aperta contraddizione con quanto la Giunta provinciale si era politicamente impegnata a garantire all'assemblea legislativa durante il dibattito relativo all'approvazione del nuovo Piano Urbanistico Provinciale.