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Inflitrazioni mafiose nel padovano: l'interrogazione parlamentare di Naccarato |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da Estnord
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giovedì 26 agosto 2010 |
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21 giugno 2010 - Infiltrazioni mafiose nel padovano: Alessandro Naccarato, deputato padovano del Pd presenta un'interrogazione al ministro Maroni. Vedi qui |
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La mappa della presenza della n'drangheta nel Veneto |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da Estnord
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giovedì 26 agosto 2010 |
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Non solo riciclaggio di denaro, ma anche presenza sul territorio e gestione diretta di traffici ed estorsioni. Questo il quadro della presenza della n'drangheta nel Veneto, con la suddivisione per province delle diverse famiglie, descritto, in un paragrafo dedicato che riportiamo di seguito, nel libro "Fratelli di sangue" di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, edizioni Mondadori. |
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Piano antimafia: novità positive ma la “zona grigia” resta fuori |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da Luigi Ciotti da Narcomafia
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giovedì 26 agosto 2010 |
Ha molti aspetti positivi il piano antimafia votato in questi giorni in Senato. Positivo che entro un anno il governo s’impegni a redigere un testo unico antimafia che armonizzi una materia giuridica tanto complessa. Apprezzabili le misure di prevenzione, pur trattandosi ancora di direttive, e la volontà di potenziare lo strumento della confisca dei beni – anche se lascia perplessi il termine di un anno e sei mesi, prorogabile fino a un anno, per il passaggio dal sequestro alla confisca. Bene l’istituzione di una banca dati nazionale così come le misure che entrano subito in vigore: dalla tracciabilità dei flussi finanziari della spesa pubblica, ai controlli fiscali, alle “stazioni” regionali che vigilano sugli appalti e la trasparenza dei contratti, alle operazioni “sotto copertura” anche in relazione ai reati ambientali, al più forte coordinamento degli organismi contro il crimine organizzato. Passi che, se concretizzati, renderanno più efficace il già ottimo lavoro dei magistrati e delle forze di polizia, ma che non devono farci dimenticare altri aspetti che necessitano a loro volta di una revisione e di un potenziamento. Penso, ad esempio, alla delicata questione dei testimoni di giustizia. E’ necessaria qui una diversa filosofia nell’approccio al testimone e un più adeguato progetto di reinserimento socio-lavorativo: la stima dei beni di chi è costretto a lasciare la propria terra deve essere fatta tenendo anche conto del costo della vita altrove. Altrettanto delicato il capitolo dei collaboratori di giustizia. E’ certo giusto sottoporre le loro deposizioni ai più rigorosi riscontri, ma non vincolarle a scadenze così rigide, pena la loro inattendibilità e l’uscita dal programma di protezione. Lotta alle mafie significa però anche lotta alle forme di collusione e di illegalità che delle mafie sono spesso la premessa. Penso allora alla necessità di riformare il reato di voto di scambio – nodo del legame tra crimine organizzato e politica – e al più generale problema di etica pubblica: finora i “codici” di autoregolamentazione si sono rivelati deboli argini contro la presenza nelle istituzioni di persone condannate o rinviate a giudizio per gravi reati. O infine al tanto sbandierato, e poi caduto nel vuoto, disegno di legge contro la corruzione. L’Italia è uno dei paesi che ha firmato ma non ancora ratificato la Convenzione penale europea sulla corruzione del 1999 e che ha depenalizzato il “falso in bilancio”, spesso origine di quei fondi neri che foraggiano le attività di corruzione. Ma soprattutto che ha in cantiere un testo sulle intercettazioni dal quale è stato stralciato l’articolo di una legge che dispone indagini ad ampio raggio non solo sulle mafie ma su tutte le attività criminali. Una legge che porta il nome di un magistrato che chiunque si spende per la democrazia non può e non deve dimenticare: quello di Giovanni Falcone. |
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Molotov a Portogruaro |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da da La Nuova di Venezia
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giovedì 26 agosto 2010 |
20 agosto 2010 - PORTOGRUARO. Uno strano incendio nella notte, poi l'amara verità. Una bomba molotov era stata lanciata contro un'abitazione di via Udine al civico 40. Atto intimidatorio o attentato fallito? La casa in questione è una bifamiliare con un appartamento libero, mentre l'altro è invece in affitto. Ed è stato proprio verso questa parte della casa che è stata lanciata la bottiglia incendiaria. Un vero e proprio attentato diretto contro l'inquilino di questa abitazione, che stando ad alcune notizie trapelate, sarebbe un affermato omeopata con uno studio in Friuli ed un altro in Veneto, al quale si dice che ricorrano anche persone importanti per alleviare, con le cure omeopatiche, i sintomi della depressione. Il grave atto è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì verso le due, quando alcuni sconosciuti, si parla di più persone, hanno lanciato la bottiglia incendiaria che è esplosa proprio sulle scale d'ingresso della casa. Il liquido in fiamme si è sparso sugli scalini in marmo ed oltre alla scala ha annerito le colonne ed il soffitto del porticato. Svegliati nel cuore della notte dalla sorda esplosione, i vicini hanno chiamato i vigili del fuoco che sono prontamente intervenuti per spegnere l'incendio. Che si stava comunque esaurendo in quanto, essendo stato il lancio della bomba troppo corto ed avendo trovato materiale ignifugo, come marmo e cemento, le fiamme non avevano potuto espandersi. Ben diverse sarebbero state le conseguenze se la bomba fosse esplosa sotto il porticato: portone d'ingresso e finestre si sarebbero trasformate in altrettanti ed invalicabili roghi. Un testimone avrebbe visto tre o forse quattro persone allontanarsi in auto a tutta velocità nella notte, ma essendo troppo lontano non ha potuto annotare la targa della vettura. La scoperta che l'incendio oltre che ad essere doloso, nascondeva una pericolosa verità, è stata fatta dagli specialisti dei vigili del fuoco che durante i rilievi effettuati per capire di cosa si trattava, hanno rinvenuto alcune prove che portavano ad una bottiglia incendiaria. La conferma ai loro sospetti è giunta dalle analisi chimiche effettuate: si trattava proprio di una micidiale molotov. Dopo aver effettuato tutti i rilievi necessari e repertato ogni possibile residuo rinvenuto, atto a favorire la prosecuzione delle indagini per arrivare agli autori dell'attentato, i vigili del fuoco hanno informato la Procura della Repubblica di Venezia. La stessa ha immediatamente predisposto un'indagine investigativa che sarà affidata agli organi competenti cui sarà delegato il compito di scoprire se il criminoso gesto può avere la connotazione di un grave atto vandalico o se ci si trovi di fronte a qualcosa di più intricato, la cui soluzione, sicuramente complessa, potrebbe portare molto più lontano.
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Narcodollari tra Vicenza e Panama |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da da il Giornale di Vicenza
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giovedì 26 agosto 2010 |
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Sedici anni dopo i clamorosi arresti a Vicenza, dove finì in manette nientemeno che Gustavo Delgado Upegui, il banchiere del re dei narcos colombiani Pablo Escobar, un nuovo colpo è stato assestato ai riciclatori di narcodollari: il latitante Roberto Maria Midolo, 50 anni, catanese, è stato arrestato a Panama. Era colpito da un mandato di cattura internazionale emesso dalla procura di Firenze per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro. L'uomo è stato individuato in grazie alla squadra mobile di Treviso, che si è imbattuta nel suo nome nell'ambito di un'indagine di altra natura. Alla cattura di Midolo hanno collaborato lo Sco di Roma e l'Interpol. Era latitante dal '94. E quello è l'anno in cui la lotta al riciclaggio di narcodollari conobbe una pagina di gloria. Con Vicenza "capitale". Al Motel Agip, davanti alla fiera, la squadra mobile guidata da Adamo Caruso catturò Gustavo Delgado Upegui, il "cassiere" del re dei narcos, il celeberrimo Pablo Escobar. La Dea statunitense gli stava dando la caccia da 14 anni. Quel 19 gennaio, all'alba, i poliziotti lo trovarono a letto con una avvenente signora. Delgado gestiva operazioni internazionali di riciclaggio per milioni e milioni di dollari. Gli inquirenti avevano individuato un canale di riciclaggio che portava dalla Colombia all'Italia e che vedeva coinvolti alcuni imprenditori orafi vicentini ed aretini. In quell'indagine furono arrestati anche 12 imprendotori, di cui uno vicentino. <a href='http://ads.athesiseditrice.it/www/delivery/ck.php?n=ae5f1d4f&cb=INSERT_RANDOM_NUMBER_HERE' target='_blank'><img src='http://ads.athesiseditrice.it/www/delivery/avw.php?zoneid=100&cb=INSERT_RANDOM_NUMBER_HERE&n=ae5f1d4f' border='0' alt='' /></a> |
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La mafia in Veneto e in Trentino. Alle radici di un fenomeno che segue la legge dei vasi comunicanti |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da Enzo Guidotto da Liberi Vicentini
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mercoledì 18 agosto 2010 |
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Un po' di storia recente e qualche collegamento interessante nell'articolo qui di seguito di Enzo Guidotto, responsabule dell'Osservatorio sulle mafie in Veneto |
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Le imprese nel mirino: il rapporto di Confesercenti |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da Estnord
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mercoledì 18 agosto 2010 |
Di seguito i paragrafi riguardanti il nordest del rapporto 2009 "Sos Impresa" curato dalla Confesercenti. Riportiamo inoltre un passaggio significativo: "il Nord d’Italia si conferma una base sicura, dove reinvestire in imprese e cantieri, senza tralasciare strutture legate all’industria del turismo e del divertimento. Ma non mancano investimenti solidi in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto. Cresce anche la zona grigia d’imprenditori, amministratori, avvocati, semplici impiegati che facilitano il proliferare degli affari della criminalità, offrendosi come prestanome o semplicemente mettendo le proprie competenze “pulite” al servizio". Il rapporto integrale lo trovate qui |
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Grandi opere, sprechi e infilitrazioni. E il silenzio della Lega |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da Erasmo Venosi www.terra.it
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mercoledì 11 agosto 2010 |
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22 maggio 2010 - Privati inesistenti ma necessari per affidare i lavori a trattativa privata; sottostima dei costi e sovrastima dei ricavi; dichiarazioni di “emergenza” e irresponsabilità dei manager pubblici. Ecco le “bombe” che minano il bilancio dello Stato. L'imminente manovra di aggiustamento dei conti pubblici colpirà principalmente sanità e previdenza. I meccanismi perversi e tangentizi che creano sperpero di risorse pubbliche, corruzioni e ingrasso per lobby e mafie non sono toccati. |
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Attentati sull'altipiano di Asiago |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da Estnord
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mercoledì 11 agosto 2010 |
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Due attentati funestarono pochi anni fa l'altopiano di Asiago a distanza di un anno e mezzo l'uno dall'altro: il 10 gennaio 2006 un pacco bomba veniva recapitato nello studio di Antonella Stella, sindaco di Gallio. L'ordigno esplode tra le mani del sindaco procurandole gravi ferite. Il 30 settembre 2007 una bomba molotov veniva lanciata contro l’Opel Astra di Marco Farro, capo ufficio tecnico del settore urbanistica del comune di Roana. Entrambe gli episodi sono stati oggetto di un interrogazione parlamentare da parte del deputato di Rifondazione, Gino Sperandio. «Si ipotizza che vi possano essere al centro dei due attentati rivendicazioni correlate allo sviluppo edilizio della zona – afferma Sperandio nell’interrogazione – alla luce anche del fatto che sia l’architetto Farro che il sindaco di Gallio stavano iniziando a mettere mano alla revisione del Piano Regolatore». «Esiste un’informativa dettagliata - ha denunciato l'allora deputato - di infiltrazioni mafiose e della ‘ndrangheta sul territorio veneto e vicentino e nella relazione del distretto antimafia viene citato anche l’Altopiano quale territorio coinvolto nel connubio edilizia-mafia». |
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Incendio al termovalorizzatore di Manzano [Ud] |
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nordest: mafie e dintorni
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Scritto da da il Messaggero Veneto
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martedì 10 agosto 2010 |
Ennesimo incendio al termovalorizzatore di Manzinello, un impianto realizzato per la termodistruzione dei residui delle lavorazioni industriali per ottenere energia elettrica e termica. É accaduto alla Nuova Romano Bolzicco spa nella zona industriale di Manzano pochi minuti dopo la mezzanotte di ieri. Le origini a quanto pare sono dolose. Si tratta del quarto rogo in meno di un anno nello stabilimento. I danni sono ingenti e sfiorebbero il milione di euro, tenuto conto anche del fermo produzione che potrebbe essere lungo.
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