Le dolomiti patrimonio dell'umanità PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Luigi Casanova   
mercoledì 10 giugno 2009
A fine giugno, a Siviglia, l’Unesco deciderà se investire le dolomiti del titolo di «monumento del mondo».
L’associazionismo ambientalista rimane perplesso, si aspettava risultati più certi sul fronte della conservazione, infatti si voleva investire nel patrimonio culturale per costruire un disegno di salvaguardia della regione dolomitica, coinvolgendo nel processo i fondovalle, la risorsa idrica, le tante culture e diversità sociali presenti. L’attenzione al monumento roccioso in quanto tale non garantisce la salvaguardia del bene.
Le province di Trento e Bolzano hanno poi impedito ogni momento partecipativo: si è trattato di un processo centralizzato, chiuso. Si corre il rischio di aver costruito un marchio turistico che mette a rischio la biodiversità delle Dolomiti e lo stesso paesaggio. Mentre, all’opposto, Assoindustria veneta soffre la candidatura come una imposizione di ulteriori vincoli.

 

Ma da dove nasce questo candidatura delle dolomiti a divenire un sito riconosciuto dall'Unesco?

Oltre vent’anni nel 1987 a Biella l’ associazione ambientalista Mountain Wilderness proponeva che le Dolomiti venissero candidate a divenire Patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco. Da allora l’associazione ha proposto sul territorio una lunga serie di iniziative. Nel 1993 a Cortina d’Ampezzo, assieme a Legambiente ed SOS Dolomites in soli tre giorni si raccoglievano 12.000 firme a sostegno della proposta, nel 1994 la partecipazione alla Marcialonga e finalmente nel 1998 partiva una prima proposta di candidatura sostenuta dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Veneto.

 

Il progetto veniva però  bloccato da secco «no» della provincia autonoma di Bolzano.

L’ambientalismo dolomitico non si arrendeva e già nel novembre 1998 a Pieve di Cadore rilanciava l’iniziativa, partendo dalle aree protette si costruiva una piattaforma di 55 punti che dovevano essere la base di partenza della nuova candidatura presso l’Unesco.

 

Nel 2004 il Ministero dell’ambiente ha ripreso l’iniziativa, ma su basi diverse. Si abbandonava la proposta di monumento culturale per investire nel monumento naturale ( ad oggi in Italia solo le isole Eolie sono considerate patrimonio naturale dell’umanità). Cinque province, Udine, Pordenone, Belluno, Trento e Bolzano, enti fra loro diversi, alcuni a Statuto ordinario, altri dotate di autonomia, dovevano costruire un piano di gestione unitario e condiviso. Si partiva dalla proposta degli ambientalisti del 1998, cioè dalle aree protette e attorno a queste grandi isole si sono individuati i monumenti, quindi le vette da tutelare. Dopo alcune difficoltà procedurali si è trovata anche la soluzione istituzionale con la ideazione di una fondazione di enti e soggetti interessati, nell’investimento sul valore del paesaggio e della geologia dei luoghi.

 

Secondo Cipra la tutela dell’Unesco delle dolomiti rappresenta una seria opportunità che l’ambientalismo può cogliere.
Cinque province si sono trovate unite nel costruire un disegno di tutela, sono state costrette al confronto, hanno ragionato in termini di solidarietà fra aree deboli e quelle più fortunate, hanno messo insieme conoscenze e fondi. Per la prima volta nel mondo si è affrontata la tutela di un bene seriale che diventa progetto pilota per l’Unesco. Nella fondazione si avrà finalmente la possibilità di discutere di equità nella gestione del territorio montano, di costruire autonomia e nuova professionalità politica e scientifica intervenendo nella riqualificazione dei territori, nel rilancio delle aree abbandonate, nel potenziamento dei servizi pubblici. E su quel tavolo si poseranno le basi per arrivare alla proposta di Dolomiti patrimonio culturale della umanità.




Figo: lo DIGO!Segnala su OK Notizie!Digg!Del.icio.us!Google!Facebook!Technorati!StumbleUpon!Yahoo!
 
< Prec.   Pros. >

Carta settimanale

[carta.org]
Inchiesta: La tessera del tifoso / Salzano: La rendita del cemento / Intervista: Petros Markaris / Dkm0: Dietro il palco dei No Dal Molin
Scarica il mensile Carta Estnord

[social network]


canale youtube estnord

[in evidenza]

[syndication]