Dolomiti patrimonio dell'umanità? PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Elena Placitelli   
lunedì 22 giugno 2009

Dolomiti patrimonio dell’umanità? «Solo un marchio turistico». A breve il vertice spagnolo e il contro vertice italiano: a Siviglia per la tutela della vetta, a Pieve di Cadore, in Provincia di Belluno, contro la distruzione della vallata.

 

[ Scarica la locandina del convegno a Pieve di Cadore di sabato 27 giugno ]

 

Dal 22 al 30 giugno, a Siviglia, l’Unesco deciderà se le Dolomiti del Triveneto potranno diventare patrimonio dell’umanità ed essere considerate tra i posti più belli del mondo.

Ma secondo gli ambientalisti il rischio è che il patrocinio si trasformi in un marchio turistico che porterà e alla svendita del territorio: «ci saranno ricadute su mobilità, cementificazione e gestione delle risorse idriche». La partita è aperta, e le associazioni ambientaliste hanno deciso di intraprendere la sfida per uno sviluppo equilibrato e sostenibile, ridisegnando l’economia e la qualità della vita nelle Dolomiti.

 

L’obiettivo è di riaffermarsi come protagoniste del percorso di candidatura Unesco e di essere riconosciute nella fondazione che gestirà il patrimonio dell’umanità. Per raggiungere lo scopo, la prima cosa da fare è quella di guardarsi negli occhi e di contarsi. L’appuntamento è al contro vertice nazionale che aprirà i battenti alle 9 del 27 giugno nel palazzo Cos.Mo di Pieve di Cadore. Il convegno si intitola «La sfida continua» ed è organizzato da Mountain Wilderness e Legambiente con il patrocinio di Cipra e del Comune di Pieve di Cadore. Associazioni e comitati, nazionali e locali, si riuniranno per scongiurare il rischio che le Dolomiti diventino un mero prodotto di mercato.

 

«Abbiamo sottoscritto un documento – spiega Luigi Casanova di Mountain Wilderness –sul ruolo che l’ambientalismo dovrà assumersi indipendentemente dal risultato di Siviglia». Il convegno ricostruirà la storia della candidatura, che nasce a Biella nel 1987 grazie al contributo ecologista. Nel 2004, la candidatura passa nelle mani del ministero dell’Ambiente che riunisce i presidenti delle cinque province interessate: Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento e Udine. Viene bocciata la proposta di tutelare le dolomiti come patrimonio culturale, limitandosi soltanto alla bellezza del paesaggio e all’elemento naturale della roccia.

 

«Significa – continua Casanova – che dalla tutela verranno escluse le vallate. Il rischio è che tutto si riduca a un marchio, trasformando in sciagura quella che dovrebbe essere un’opportunità, soprattutto per le vallate, già messe a dura prova dall’aumento del traffico e dalla crescita delle seconde case». «Ci batteremo – continua Casanova - perché gli ambienti riconosciuti dall’Unesco siano mantenuti integri a partire dai fondovalle. No quindi all’autostrada, all’ampliamento delle aree sciabili e alla trasformazione dei parchi naturali in parchi turistici. Nell’area dolomitica si alternano aree più o meno sviluppate, in Province autonome e a statuto ordinario. In Cadore, ad esempio, la Provincia di Belluno non riesce ad offrire alla popolazione nemmeno i servizi indispensabili. Chiediamo che a tutta l’area montana coinvolta dal patrocinio sia data pari opportunità di sviluppo mediante autonomia di governo. Contro lo spopolamento della montagna vogliamo poi nuove opportunità di lavoro, attraverso la formazione continua e l’attrazione dei saperi. La forza sociale espressa dalle Dolomiti è rappresentata dalla diffusione delle diversità naturali, linguistiche e amministrative: l’aspetto geologico unisce queste diversità e arriva a costruire un’identità che va recuperata e resa leggibile. La montagna, infine, non deve importare il modello di sviluppo della città, pena l’estinzione del bene ambientale: esaurendo le risorse, perderemo la capacità di attrarre chi fugge dalla città per cercare un ambiente incontaminato».  


Secondo gli ecologisti, dunque, nel patrimonio dell’umanità bisogna ricomprendere, oltre al bene naturale dato dalle vette, anche tutti gli aspetti culturali, sociali ed economici delle vallate, che fanno delle Dolomiti un esempio unico al mondo. La sfida continua.




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