Quarto d'Altino: in difesa del palazzetto e delle aree pubbliche verdi PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Comitato per la difesa del palazzetto e delle aree pubbliche di Quarto d'Altino   
mercoledì 30 settembre 2009
Lo scorso agosto i cittadini di Quarto d’Altino [Pd] – riuniti nel Comitato per la difesa del palazzetto e delle aree pubbliche hanno depositato negli uffici del comune una petizione, sottoscritta da 791 firmatari, contro la vendita del palazzetto dello sport, dell’area verde adiacente e del campo polivalente, al posto del quale dovrebbero sorgere cinquanta unità abitative. Quella petizione richiamava l’amministrazione comunale a non impoverire ulteriormente il patrimonio dei beni comuni che appartengono alla collettività altinate. A distanza di due mesi la storia prosegue, senza che il comune dia ascolto alle istanze dei cittadini. «Il palazzetto e le aree annesse rappresentano attualmente l’unico punto di riferimento per lo svolgimento delle attività sportive e ludico-ricreative per nostri bambini e ragazzi dell’intera comunità – spiegano i cittadini riuniti nel comitato sorto per la salvaguardia del palazzetto e delle aree pubbliche -. Le strutture sportive che in futuro il comune vorrà realizzare dovranno aggiungersi a quelle già esistenti, fornendo così ulteriori spazi, ma non dovranno certamente sostituirle».           

All’inizio del mese settembre, in qualità di referenti e primi firmatari della petizione, il comitato è stato convocato in comune per discutere con la giunta. «In quella occasione abbiamo ribadito i concetti su espressi: il palazzetto e le aree adiacenti non possono essere ritenute ‘patrimonio alienabile’ e quindi abbiamo chiesto che venisse indetto un consiglio comunale aperto, dove tutti i cittadini potessero intervenire per esprimere la loro opinione in merito, nel più breve tempo possibile». Il sindaco e la giunta, in quella occasione, si erano impegnati a fare il consiglio comunale aperto su questo specifico argomento entro il mese di ottobre.

«A distanza di venti giorni – denuncia il comitato - il sindaco non ha riconfermato l’impegno preso, dicendo, nell’ultimo consiglio comunale tenutosi giovedì 24 settembre, che l’argomento verrà discusso nell’ambito del prossimo consiglio comunale [nel quale i cittadini non potranno intervenire] e che successivamente verrà indetta un’assemblea pubblica [senza nessun vincolo di deliberazione per il consiglio comunale]. Ancora una volta non si vuole discutere e soprattutto decidere assieme ai cittadini, ma semplicemente lasciarli parlare delle decisioni già prese. Non approviamo questa modalità di agire e richiamiamo il sindaco e la giunta al rispetto degli accordi presi; chiediamo che venga indetto al più presto il consiglio comunale aperto ‘promesso’, affinché la cittadinanza tutta possa esercitare la facoltà e il diritto legittimo di far sentire la propria voce in una sede istituzionale, partecipando alla discussione nel momento stesso in cui verrà presa una decisione».





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