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Trovarsi ogni primo giovedì del mese alla Fornace Carotta, a Padova: è la proposta che il Distretto di Economia Solidale di Padova estende a tutti coloro che vogliano pensare, condividere e mettere in pratica azioni per un territorio sostenibile nelle sue relazioni umane, sociali e con l'ambiente. Occasioni per dar vita a dialoghi in cui ascoltare e interagire con chi sta promuovendo progetti di economia solidale a livello nazionale e chi progetta e conduce pratiche a livello locale.
Ma perché un distretto di economia solidale a Padova? Il Des Padova si inserisce all'interno di un progetto su scala nazionale di connessione delle molteplici esperienze di economia sociale, solidale e sostenibile, la Rete di Economia Solidale (Res). Il progetto Res prevede l'attivazione di reti locali di economia solidale, denominati "distretti", come passaggio fondamentale per la costruzione di una futura rete italiana di economia solidale. Ad oggi in Italia sono già esistenti i Des di Brianza, Pisa, Torino, Parma, Varese, Como, Marche, Lucca, Roma, Venezia, Verona e appunto Padova. Il Des è un tentativo concreto di mettere al centro il territorio, con le sue persone, storie, idee che possano essere baricentro di trasformazioni e ricerca di soluzione condivise. Nel concreto a Padova si sono unite le esperienze dei Gas, dei produttori bio locali, della finanza etica, della cooperazione sociale ed ambientale, del commercio equo-solidale, del free-software. L'obiettivo è ambizioso, ragionare e provare a mettersi in rete per sviluppare esperienze di economia fondata ed operante secondo i principi di ecologia, equità, partecipazione e responsabilità, uso sociale degli utili, collegamento solidale in rete. Al Des Padova hanno aderito realtà che già in parte collaboravano nelle loro attività e che hanno deciso di creare uno spazio artecipato comune in cui confrontarsi e sviluppare idee e progetti, mettendo a disposizione competenze e reti; in pratica, realtà che non hanno ancora trovato l'alternativa al capitalismo ma che di capitalismo sono stanche. Il Des Padova è composto da 11 soggetti soci fondatori, Coop. El Tamiso, Aiab Veneto, Ong Acs, Coop. Angoli di Mondo, Associazione Mani Tese, Associazione Legambiente Padova, Apicoltura Mellarius, Git Banca Etica, Equo-Bar Macondo, Ass. Altragricoltura Nord Est e Ass. Bio Rekk.
I distretti intendono valorizzare le caratteristiche peculiari dei luoghi, del territorio (i beni comuni, le conoscenze, i saperi tradizionali, le peculiarità ambientali, la biodiversità, le ricchezze sociali e relazionali). Tali peculiarità sono viste come ricchezze da accrescere e valorizzare e non come risorse da sfruttare a fini di profitto, nella convinzione che nel lungo periodo tale strategia, oltre a favorire la sostenibilità sociale ed ecologica, si mostrerà conveniente anche sotto il profilo del benessere sociale. Tutto questo è quanto stiamo cercando di valorizzare riscoprendo e basandoci sulle reti di relazioni, di mutuo aiuto, di auto-formazione dei cittadini: un lavoro economico-culturale fatto di riflessioni e pratiche concrete sul territorio che contiamo possa essere colto anche dal mondo politico.
Dopo il “debutto” di dell'8 ottobre scorso, con un primo incontro dal titolo “Pratiche e scenari di altra economia”, insieme a Marco Deriu e Gianni Tamino, le serate proseguiranno il 5 novembre con Luca Fantacci, rappresentante Banca Etica di Padova e di Arcipelago Veneto: “A chi dar credito?”, su monete e scenari di crisi e il 3 dicembre con Andrea Calori e Franco Zecchinato: “Coltivare la città”, su parchi e orti urbani per capire cosa si potrebbe realizzare a Padova. I dibattiti si svolgono con il sostegno del Cdq 5 sud-ovest del Comune di Padova.
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