In difesa dell'antica foresta del Cansiglio PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Mountain wilderness   
lunedì 09 novembre 2009
Ancora una volta il Cansiglio chiede aiuto. Pubblichiamo il contributo di Mountain Wilderness, che lancia l'appuntamento di domenica 15 novembre 2009, in occasione del ventiduesimo incontro degli alpinisti ed ambientalisti a Casera e Forcella Palantina.
La foresta del Cansiglio, infatti, è ancora una volta in pericolo. Dopo i disastri già fatti dalla regione Friuli, anche il Veneto ora vuole fare la sua parte e ha deciso – come promesso da più di un assessore veneto – che si farà il collegamento tra Pian Cavallo e il Cansiglio-Alpago, attraverso Forcella Palantina, con un grande impianto che potrebbe costare dai 25 ai 30 milioni di euro.

 

 

Nessuno di noi ambientalisti si opporrà agli investimenti fatti in montagna, se distribuiti equamente, e se servissero per dare l'avvio ad una politica di conservazione e sviluppo sostenibile; non è accettabile invece  spendere ancora tante risorse pubbliche solo per lo sci da discesa. E in ogni caso, non è un problema solo di costi e anche se si trovassero sponsor privati, il discorso non cambia: quell'impianto è comunque inaccettabile poichè cambierebbe per sempre l'assetto naturalistico e paesaggistico del versante veneto del monte Cavallo.

Da vent'anni le associazioni ambientaliste del Veneto e del Friuli si stanno impegnando per la difesa dell'antica foresta del Cansiglio. Finora ce l'abbiamo fatta a stoppare, almeno in Veneto, chi vede nelle impattanti strutture dello sci da discesa l'unica via per lo sviluppo della montagna.

Invece la regione Friuli, negli anni scorsi, ha continuato imperterrita a investire, tramite la finanziaria  a maggioranza pubblica Promotur, cifre enormi per il turismo invernale fino all'ultimo stanziamento di 200  milioni di euro (triennio 2007/2009) per i suoi poli turistici invernali dei quali ben 17 milioni di euro per il solo Pian Cavallo, anche in vista di continui ampliamenti. La non rielezione di Illy alla guida del Friuli ha permesso di salvare il Col Cornier, la montagna internazionale dei ragazzi, ma ormai i danni sul versante friulano sono in gran parte già fatti e completati, come la "ristrutturazione" del vecchio impianto Tremol 2 trasformato in seggiovia quadriposto veloce, ristrutturazione fatta in quel modo nell'evidente prospettiva del collegamento con l'Alpago.

 

Ora tocca al Veneto, che non ha mai smesso di  sostenere la  necessità del collegamento e l'ultimo inverno di forti nevicate ha ridato fiato a chi ha sempre continuato a lavorare, giunta regionale dopo giunta, per arrivare al "colpo finale". Così l'attuale assessore veneto agli impianti a fune, in occasione dei campionati europei di sci alpinismo ha ribadito l'intenzione della regione di arrivare a realizzare un grande, costoso e "moderno" impianto tra Tambre-Colindes e Forcella Palantina.
Dovesse passare il progetto, in Cansiglio non si parlerà più di area protetta, ma solo di "demanio sciabile" e a chi sostiene, ingenuamente o disonestamente, che quell'impianto servirà soltanto a portare in inverno gli sciatori sulle piste friulane ed in estate i turisti del Pian Cavallo in Alpago ed in Cansiglio, rispondiamo:
è pensabile progettare un opera così costosa anche nella gestione, sicuramente l'ennesimo investimento pubblico che produrrà solo  deficit e conti in rosso, senza avere la certezza  che in qualche  anno si riuscirà ad ottenere anche le piste dentro la foresta del Cansiglio, cioè dentro l'area, Sic e Zps, tutelata dall'Europa come  punto della rete ecologica?

Per fermare quell'impianto, lanciamo la proposta di una sottoscrizione per raccogliere fondi per azioni legali, pubblicazioni, diffusione di informazioni (tutti i dettagli per sottoscrivere si trovano sul sito http://mountainwilderness.it). Tutta la cifra raccolta verrà destinata, in accordo con le altre associazioni ambientaliste, agli interventi per evitare questo inaccettabile progetto e per sostenere la necessità di creare in Cansiglio un'area protetta.

Oltre al sempre incombente pericolo degli impianti da sci, non vanno dimenticati altri due problemi.
Siamo più volte intervenuti negli anni scorsi per denunciare i tentativi, sopratutto della provincia di Belluno, di portare i cacciatori ad abbattere i cervi dentro l'area regionale. Sicuramente la popolazione di cervi è in sovrannumero, ma questo è anche il frutto della politica di non intervento per anni e anni, forse proprio con lo scopo di arrivare all'emergenza. Recentemente la regione Veneto ha stanziato 130.000 euro per rifondere gli allevatori del Cansiglio per la perdita di foraggio, destinato alle mucche, causata dal pascolamento dei cervi  e per arrivare alle prime azioni di contenimento che ci si augura, così come chiediamo da anni, siano basate soprattutto sulle catture e gli spostamenti, almeno come tentativo iniziale. La caccia, anche se mascherata, deve rimanere fuori dalla foresta; il Cansiglio è tutto circondato da aree in cui la caccia è normalmente praticata: il problema del contenimento dei cervi  va affrontato e risolto là.

 

L'altro problema è che è tornata ancora alla ribalta la proposta di una cabinovia tra Vittorio Veneto e il Monte Pizzoc, per portare in vetta decine di migliaia di turisti all'anno, sull'esempio di quanto già fatto sul Monte Baldo con il grande impianto di Marcesine, con la scusa, qui nell'area del Cansiglio, di levare le auto dalle strade di accesso. La proposta è bizzarra e sicuramente fallimentare anche dal punto di vista economico, ma non va sottovalutata.
Per quale motivo portare tante persone su una cima dalla quale si gode un eccezionale panorama ma, per fortuna, non ci sono altri servizi che un vecchio rifugio senza posti letto che può ospitare solo qualche decina di persone? E se quell'impianto dovesse essere approvato con la scusa di  fermare le macchine, dalla cima del Pizzoch si farebbe un altro impianto per portare i turisti in Pian Cansiglio? La proposta è impraticabile, oppure nasconde altri progetti di cui ancora non si parla ed è anche  indicativo che si continuino a proporre sempre di impianti a fune e nessuna amministratore o politico parla più di Riserva Naturale Regionale, anche se era stata più volte promessa.

 

Oltre  agli sforzi e all'impegno da sempre impiegati da parte delle associazioni ambientalistiche ed alpinistiche, ancora una volta serve l'aiuto di tutti, per poter consegnare alle generazioni future un patrimonio naturalistico, ma anche storico, non devastato dagli ultimi colpi di coda di un modo di concepire lo sviluppo che ormai appartiene già al passato.

 

L'appuntamento per tutte e tutti è per domenica 15 novembre, in occasione del ventiduesimo incontro di alpinisti ed ambientalisti a Casera e Forcella Palantina.

Il programma della giornata:

 

ore 9,30 - Raduno a Pian Canaie
ore 10 - Partenza
ore 11,30 - Arrivo a Casera Palantina
ore 13 - Partenza per Forcella Palantina
ore 14 - Arrivo a Forcella Palantina
ore 15 - Inizio ritorno

 

http://mountainwilderness.it/mw/html/home.php





Figo: lo DIGO!Segnala su OK Notizie!Digg!Del.icio.us!Google!Facebook!Technorati!StumbleUpon!Yahoo!
 
< Prec.   Pros. >

Carta settimanale

[carta.org]
Lonely Europe
Guida all’Europa nella crisi globale: viaggi, storie, analisi e racconti ai confini del continente solitario in cerca di un modello
Scarica il mensile Carta Estnord

[social network]


canale youtube estnord

[in evidenza]

[syndication]