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Pubblichiamo un articolo di Franceschino Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico e consigliere regionale, sul progetto di Edipower di ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago, sul lago di Cavazzo (detto anche lago dei Tre comuni), in provincia di Udine. Ne parliamo anche sul nuovo numero di Carta Estnord - dedicato all'acqua bene comune -, in edicola da venerdì 20 novembre in allegato a Carta. Nel lago di Cavazzo c'è un tesoro. Un tesoro la cui estrazione rende un utile di circa 500 milioni di euro in soli 15 anni. Una cifra già sbalorditiva, tralasciando gli anni successivi. Ma in che cosa è materializzato questo tesoro: lingotti d'oro, diamanti, un giacimento di gas metano, di petrolio?
No, nulla di tutto questo! Il tesoro è costituito semplicemente dall'acqua del lago e da quella, gelida, che in esso viene scaricata, dopo essere turbinata e trasformata in kilowatt dalla centrale di Somplago, alla quale perviene in gallerie lunghe decine e decine di km dalle 33 prese che hanno inaridito i corsi d'acqua della Carnia occidentale. Ma chi sarà mai il mago che ha scoperto tale tesoro? Si chiama Edipower spa, proprietaria e gestrice della centrale idroelettrica di Somplago, oltre a quella di Ampezzo, avendole acquistate pochi anni fa dall'Enel a seguito della decisione del governo di privatizzarle. Ma chi mai avrà la bacchetta magica per estrarre questo tesoro? E come? A questo ci pensa, ancora, Edipower spa. Lo fa mediante un progetto di potenziamento della centrale di Somplago. Tale progetto prevede, in aggiunta alle tre turbine già in funzione, l'installazione di due turbine reversibili idonee a produrre energia nelle ore di punta e a pompare l'acqua dal lago di Cavazzo al bacino di carico di Verzegnis nelle ore di bassa richiesta. Il progetto prevede inoltre la costruzione di una nuova galleria tra il lago ed il bacino con conseguente stoccaggio in sito di 220.000 metri cubi di materiale di scavo. Il progetto, trovando fondamento nelle incentivazioni rilasciate dal gestore del mercato elettrico per la produzione di energia da fonti rinnovabili e nella differenza tra l'elevato prezzo di mercato del kilowatt ora nelle ore di punta e quello, di molto inferiore, delle ore di bassa domanda, rappresenta principalmente una pura speculazione economica. Infatti, mentre il progetto consente una maggiore produzione nelle ore di punta, il bilancio complessivo dell'energia prodotta/consumata è negativo poiché il pompaggio preleva il 27 per cento in più di energia dalla rete nazionale, prodotta da centrali termoelettriche ad emissione di Co2 o importata. Significa che per produrre nelle ore di punta 1 kilowatt ora di energia "pulita" si spende 1,27 kilowatt ora di energia prodotta da fonti fossili o importata. La realizzazione di tale progetto comporta l'incremento dello scarico nel lago dagli attuali 66 a 110 metri cubi al secondo, la continua oscillazione del livello del lago superiore a quella dichiarata di 1 metro con conseguenze sulla tenuta delle rive, la continua movimentazione delle acque e dei fondali e quindi dei fanghi con conseguente torbidità, l'ulteriore abbassamento della temperatura dell'acqua del lago, l'alterazione dell'ecosistema con riflessi negativi sull'ittiofauna, il completo assoggettamento del lago allo sfruttamento idroelettrico. Già, ma che cosa volete che siano questi inconvenienti rispetto al tesoro che si estrae! Sono le solite panzane terroristiche di quei soliti noti! Anzi, dalla lettura del fascicolo di Edipower di presentazione del progetto si apprende che lo stato del lago non peggiorerà, ma, addirittura, migliorerà! E così, l'estraendo tesoro di sì strabiliante valore ha attratto su di sé tutta l'attenzione mettendo il lago, poveretto, nell'ombra. Le briciole di quel tesoro, da Edipower abilmente mostrate ai Sindaci in questi tempi di magri bilanci comunali, li hanno portati a rendere affrettati pareri favorevoli, a sostenere che l'impatto del progetto sul lago è pari a zero e che, quindi, nulla sarebbe cambiato, mentre pari a zero è stata la trasparenza con cui essi hanno gestito le trattative con Edipower. Trasparenza zero da far scrivere al Sindaco di Cavazzo, ad un anno dal ricevimento del progetto, che sarebbe stata sua "premura dare ampia informativa quando la Giunta Comunale lo riterrà opportuno", cioè ad arbitrio suo e a cose fatte! E, come se ciò non bastasse, aggiungiungere "per cortesia, lasciateci lavorare!". Trasparenza richiede invece che i Sindaci dicano chiaramente che cosa abbiano concordato con Edipower, quali mitigazioni degli impatti ambientali, quale ammontare delle compensazioni monetarie, quali opere, quanti posti di lavoro (per chi?) e quant'altro. Questi non sono argomenti da tenere segreti e di loro esclusiva spettanza, ma riguardano l'intera comunità. Ma se l'impatto è zero, come sostengono Edipower ed i Sindaci, perché mai allora nelle deliberazioni dei Comuni si chiedono mitigazioni degli impatti e "compensazioni"? E' una contraddizione. I casi sono due: se ci sono le mitigazioni e le compensazioni vuol dire che l'impatto negativo c'è, se non c'è impatto negativo non hanno motivo di esserci le mitigazioni e le compensazioni, considerato che Edipower non è un ente di beneficenza. La Regione non può limitarsi a'esame del progetto Edipower solo dal punto di vista della Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA), che deve essere molto severo, lasciando soli i piccoli Comuni interessati a gestire tale progetto, più grande di loro, ma lo deve esaminare in tutti i suoi aspetti. La Regione non può nascondersi dietro "la legge del mercato" ed essere indifferente di fronte al tesoro che si vuole estrarre dal lago di Cavazzo e che, lasciando in loco qualche briciola ed il lago definitivamente rovinato, finirebbe altrove, agli azionisti di Edipower: alla Edison in gran parte posseduta da EdF (Electricité de France), a ALPIQ delle banche svizzere, a IRIDE municipalizzata di Torino e Genova, a A2A municipalizzata di Brescia e Milano. Sarebbe la ricchezza delle acque della nostra montagna che verrebbe, ancora una volta, portata via. Quanto diverso sarebbe stato lo scenario se ad acquistare dall'Enel le centrali di Somplago e di Ampezzo fosse stata una cordata locale costituita dalla Regione e dagli imprenditori regionali! Sarebbe stato possibile un approccio all'uso più diversificato dell'acqua oltre ad una mggiore attenzione all'ambiente e al territorio. Ma qual è il vero, reale, naturale, duraturo tesoro, non trasformabile in ricchezza che viene portata via altrove ad arricchire chi è già straricco? E' lo stesso lago di Cavazzo! E allora, basta violenze al lago ed alla sua valle. Già troppe ne sono state perpretate: centrale, tralicci, oleodotto, autostrada. Un terremoto prima del vero sisma del 1976. La Regione ed i Comuni non possono lasciarlo completamente assoggettato allo sfruttamento idroelettrico. Occorre un piano ed una legge regionale di tutela e di valorizzazione del lago e della sua valle che li ponga in sistema con le significative presenze storiche, culturali ed ambientali del territorio circostante. www.peraltrestrade.it |