Processo per l'occupazione dei cantieri del Mose: oggi la sentenza PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Assemblea permanente No Mose   
lunedì 16 novembre 2009

L'assemblea permanente No Mose di Venezia invita tutti a partecipare oggi, lunedì 16 novembre, al processo contro alcuni attivisti per l'occupazione dei cantieri del Mose di san Nicolò nel settembre 2005. L'appuntamento è per le ore 12, al tribunale di Mestre, in viale san Marco.

In una lettera, l'assemblea spiega le ragioni di un processo che è «una vera e propria provocazione».

 

 

Oggi il giudice emetterà la sentenza del processo contro alcuni attivisti No Mose per l'occupazione dei cantieri del Mose di san Nicolò avvenuta nel settembre del 2005.
Con i rinvii a giudizio estremamente selettivi e mirati che colpivano una sola componente del vasto movimento, si tentava di fermare, senza però riuscirci, le moltissime iniziative e mobilitazioni cittadine che si sono fatte in questi ultimi 5 anni contro la follia e le devastazioni del progetto Mose. L'impianto accusatorio iniziale si è sgretolato e sono caduti molti capi di imputazione assurdi e pesantissimi, che erano una vera e propria provocazione, come ad esempio il sabotaggio e i 100mila euro di danni richiesti dalla regione Veneto.

Il pubblico ministero ha richiesto la condanna per tutti gli imputati a un mese di reclusione e il pagamento di un'ammenda di 120 euro ciascuno.

 

Questo processo si sta svolgendo quando ormai sono stati resi noti documenti importantissimi che confermano le denuncie che il movimento No Mose ha fatto in questi anni.
Il documento tecnico della società Principia ha sollevato seri dubbi sulla funzionalità del sistema di chiusura dei portelloni in certe condizioni atmosferiche.
La sentenza della Corte dei Conti in oltre cento pagine ha evidenziato tutte le anomalie e lacune emerse in relazione al progetto Mose e tutte le attività che vi gravitano intorno: un regime di monopolio che dura da oltre vent’anni contrario a tutte le normative europee e nazionali; costi lievitati a dismisure; incarichi, consulenze e collaudi affidati con scarsa trasparenza; progetto e lavori senza valutazione d’impatto ambientale positiva; mancanza di un progetto esecutivo generale.

Ricordiamo che ormai è confermato, dalle procedure di infrazioni delle direttive europee e da atti del ministero dell'Ambiente e dell'Osservatorio naturalistico della Laguna del comune di Venezia, che i cantieri del progetto Mose, vero e proprio ecomostro, erano e sono illegali e quindi abusivi, e che hanno creato, creano e creeranno enormi danni ambientali al fragilissimo equilibrio della Laguna di Venezia. I danni già prodotti solo per il cantiere di santa Maria del mare erano stati quantificati da esperti del comune di Venezia in cento milioni di euro!

Nessuno ha avviato un procedimento ad ampio spettro sia sulle abnormi lievitazioni dei costi sia sulle moltissime irregolarità che si ravvedono in tutta la vicenda Mose.
Nonostante tutto questo i lavori, in questi cantieri illegali e abusivi, devastanti dal punto di vista ambientale, vanno avanti lo stesso. Nessuno vuole o ha il coraggio di disturbare la potentissima lobby delle aziende ed imprese del consorzio Venezia nuova che hanno messo le mani sui fondi della legge speciale e che vogliono «divorare» i 4,2 miliardi di euro che servono per costruire un'opera vecchia, inutile e dannosa non solo per gli attuali delicati equilibri idrogeologici lagunari, ma anche alla luce delle variazioni climatiche che si prospettano per i prossimi decenni.

Il consorzio Venezia nuova è riuscito ad avere e mantenere la concessione unica, il monopolio assoluto, in spregio a tutte le normative italiane  e europee sui lavori pubblici, e sulla concorrenza. Il consorzio è formato anche da ditte e personaggi che sono stati coinvolti nell’indagine Manipulite e da ditte come la «Condotte d’acqua» che è indagata al sud per infiltrazioni mafiose e che si è vista revocare tutti i contratti in essere per la costruzione di lotti autostradali. Perché non vengono revocati anche i contratti per i lavori dei cantieri del Mose?

I lavori veri e propri di realizzazione del Mose, con gli scavi di sbancamento alle bocche di porto per formare le fondazioni su cui poggeranno i «cassoni» dentro cui alloggeranno le paratoie, devono ancora iniziare.  

L'assemblea permanente No Mose e i 12.500 cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare (presentata a tutti i livelli istituzionali nazionali e comunitari) hanno sempre denunciato le illegalità e i danni di questi cantieri e hanno tentato in tutti i modi di fermare l'ecomostro Mose.
Essere imputati in un processo per l'occupazione di un cantiere illegale e abusivo, vedersi chiedere il rimborso di presunti danni  da chi crea danni enormi ed irreversibili all'ambiente, da chi "divora" tutti i soldi della legge speciale, è un insulto e una vera e propria provocazione.

 

Per questo, invitiamo tutti i cittadini e le associazioni che in questi anni hanno partecipato alle molte iniziative e mobilitazioni contro il progetto Mose a venire oggi, lunedì 16 novembre 2009, alle ore 12, al tribunale di Mestre in viale san Marco, quando il giudice emetterà la sentenza del processo contro alcuni attivisti per l'occupazione dei cantieri del Mose di san Nicolò nel 2005.

 

 

 





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