|
Continua il dibattito sulla «ferriera» di Trieste: la fabbrica – che si trova nell'antico rione Servola e si estende su una superficie di 560 mila metri quadri – è tristemente nota per l'alto livello di inquinamento che produce. Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa dei Verdi che denuncia le irregolarità dello stabilimento rispetto alle normative sugli agenti inquinanti e rivendica la necessità di una riconversione dell'attività. Il giorno 24 ottobre 2007 il Sindaco Dipiazza in Consiglio Comunale, a seguito della lettera del Direttore Generale dell’ ASL Franco Rotelli ed alla relazione del Sostituto Procuratore Federico Frezza, fu protagonista di un drammatico intervento in merito alla concentrazione di agenti inquinanti PM 10 e benzopirene diffusi dalla Ferriera e ad una conseguente necessità di intervenire drasticamente “senza se e senza ma”, per la riconversione dell’attività produttiva.
In quell’occasione, il Sindaco prospettò quindi una chiusura dell’impianto di Servola, dicendo che di questa scelta doveva farsi carico anche il Comune, prevedendo 24 mesi di cassa integrazione e una successiva ricollocazione dei 500 operai. Due mesi dopo la Regione concesse l’AIA in mancanza di un piano di qualità dell’aria regionale, mentre ancora il Sindaco in consiglio sottolineava che “Nel periodo di transizione, tra il 2007 e il 2011, dovranno essere sempre rispettati i valori limite di qualità dell’aria di cui al Decreto e si dovranno perseguire valori ed obiettivi previsti”. “Il Piano della qualità dell’aria della città di Trieste con particolare riferimento alla zona di Servola”, conferma una volta di più che la presenza della Ferriera non solo è incompatibile con il nostro territorio, ma che i valori medi del benzopirene tra il giugno 2007 e il novembre 2008, secondo la centralina ministeriale di via S. Lorenzo in Selva, sono di 8.4, contro un limite di legge fissato a 1. L’Arpa stessa ha chiesto un urgente intervento dal luglio 2009, perché anche nel corso di quest’anno a quanto pare, i limiti stabiliti vengono superati dalle concentrazioni di questo inquinante cancerogeno e mutageno. Sorvoliamo sulle risposte dell’assessore regionale De Anna, che quando parla di futuri insediamenti in merito alla fabbrica di funi, è protagonista di un clamoroso autogol, visto che l’impresa è stata inaugurata oramai da un mese… Le autorità a cui ho inviato questo documento e cioè la Procura della Repubblica di Trieste, l’ Azienda Sanitaria e il Ministero dell’Ambiente, in questi giorni valuteranno gli opportuni provvedimenti, a fronte dell’ennesimo impegno disatteso dalla Lucchini. La preoccupazione, quindi, riguarda tanto la salute dei cittadini ma anche quella dei lavoratori, perché come Lei signor Sindaco ricordava nell’ottobre del 2007, se il limite del benzopirene è di uno, l’operaio che lavora dentro allo stabilimento è esposto fino ad un massimo di 200 nanogrammi al metro cubo.
Dalle pagine del quotidiano locale inoltre, ho letto in questi giorni di una sua possibile ricandidatura per un terzo mandato a Sindaco ed è probabile che la Presidente della Provincia Bassa Poropat, che recentemente nel Comitato Portuale ha votato a favore della concessione demaniale per la Ferriera per altri quattro anni, sia avviata alla stessa scelta. In questo modo, l’idea che la nostra città diventi un deposito di carburanti per l’Europa, come prospettato dal Ministro Scajola nel 2006, troverà sicuramente una sua puntuale definizione, perché nel frattempo uno o più impianti di rigassificazione faranno “sinergia” con la stessa Ferriera e la città di Monfalcone, lo sapremo tra due mesi, potrebbe ospitare una centrale nucleare. Con il via libera degli amministratori locali, ovviamente. E’ un dato oggettivo difficilmente contestabile, signor Sindaco, che le politiche energetiche vengono decise né dal Parlamento, né dalle Regioni e tantomeno dai Comuni, ma piuttosto dai cda delle imprese energetiche e siderurgiche quali Enel, Eni, Gas Natural, Ferriera. Ma davanti ai dati che l’Arpa ha redatto nel Piano di qualità dell’aria, avvalendosi di 15 tecnici e presentato a Udine nell’ottobre di quest’anno, anche in quel caso con l’assenza ingiustificata del Comune di Trieste, Lei se la sente signor Sindaco, di ricordare ancora ai cittadini, come fece in consiglio due anni fa, che a Marghera per le medesime condizioni ci fu un’imputazione di strage?
Alfredo Racovelli Verdi per la costituente ecologista |