Lettera al sindaco di Quarto D'Altino per la liberazione di Luca Tornatore PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Marco Simionato   
martedì 05 gennaio 2010

Egr. Sig. Sindaco,
come Lei ben sa il Dott. Luca Tornatore è un nostro concittadino arrestato dalla polizia
danese nella notte del 14 dicembre 2009 a Copenaghen, dove si trovava per partecipare
al controvertice sul clima. Quello che segue è un riassunto della ricostruzione dei fatti
contenuta nell’ordine del giorno n° 440 approvato all’unanimità nella seduta del Consiglio
Comunale di Venezia del 21/12/2009, che da mandato al Sindaco di Venezia per
intraprendere tutte le opportune azioni di pressione sul consolato danese affinché il Dott.
Luca Tornatore possa al più presto riacquistare la libertà e tornare all’affetto dei propri cari
(fonte: http://consiglio.comune.venezia.it/?pag=srchatti_4_2398&m=16_capo ).

 

La delegazione italiana SYINC (See You In Copenhagen), ha partecipato, nella notte fra il
14 e il 15 dicembre, ad un dibattito con Naomi Klein e Michael Hardt organizzato dalla
rete Climate Justice Action nel quartiere di Christiania. In seguito agli scontri tra
manifestanti e le forze dell’ordine danesi che nel frattempo stavano avendo corso nelle
vicinanze del quartiere di Christiania, all’uscita del dibattito la polizia danese ha posto in
fermo circa 200 persone, 81 delle quali attivisti della rete italiana. Tra questi il Dott. Luca
Tornatore. Ma, mentre gli altri fermati sono stati tradotti nel centro speciale di Retortvej e
nella maggior parte rilasciati nel corso della stessa notte, il Dott. Tornatore, unico fra gli
italiani, è stato trattenuto e rinviato a processo. L' accusa nei suoi confronti, su cui si è
basata la convalida dell'arresto, è quella di "aver aggredito con lanci e bottiglie" le forze
dell’ordine danesi nelle vicinanze di Christiania; questo sulla base del solo verbale redatto
da alcuni agenti di polizia che affermano di essere certi del riconoscimento. Nonostante
siano molti i partecipanti al dibattito che testimoniano l’estraneità del Dott. Tornatore ai fatti
contestatigli, ribadendone la concomitante partecipazione al dibattito in corso, le
testimonianze a difesa non potranno essere prese in considerazione fino al giorno del
processo a carico del nostro concittadino, quindi fino al giorno dell’udienza, fissato per il
giorno 12 gennaio 2010.

 

Il Dott. Luca Tornatore è un ricercatore in astrofisica presso la Scuola Superiore di Studi
Avanzati di Trieste, ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni a livello internazionale. Si
trovava a Copenaghen con la delegazione italiana SYINC per portare il proprio contributo
di studioso serio e preparato quale è, ovvero la divulgazione dei risultati scientifici sui
cambiamenti climatici e sullo stato delle risorse energetiche, che giustificano l'esigenza di
un'azione ampia e coordinata sul clima. Sono numerose le testimonianze nella comunità
scientifica, cui il Dott. Tornatore appartiene, in merito al suo attivismo assolutamente
pacifico e sempre manifestato con modalità rispettose delle regole democratiche; tra
queste spiccano quelle di Margherita Hack, prima firmataria dell’appello per la sua
liberazione, e del Rettore dell’Università di Trieste Francesco Peroni.

In tale contesto non posso che concordare pienamente con le considerazioni contenute
nell’appello per la partecipazione alla manifestazione tenutasi a Trieste nei giorni scorsi
per richiedere l’immediato rilascio del Dott. Tornatore (fonte:
http://trieste.bora.la/2009/12/16/italiani-arrestati-a-copenhagen-manifestazione-a-trieste-
per-luca-tornatore/ ): ”… Luca è uno scienzato, uno di quelli che pensa che la scienza
non sia neutra, e chi di quei saperi vive, di quei saperi condivide, deve assumersi
anche le proprie responsabilità, deve esserci, deve manifestarsi deve dare voce alle
preoccupazioni e contenuti tecnici alle mobilitazioni. Questo lui ha fatto, questo lo
ha portato a Copenhagen. Ancora una volta lo ha fatto da protagonista, era presente
nelle assemblee organizzative prima del vertice, ha portato le competenze, la
propria professionalità di scienziato che dei cambiamenti climatici si occupa e
preoccupa, in questi giorni ha fatto mille interventi in pubblico, nelle assemblee
nelle manifestazioni, ancora una volta esposto, non nascosto. In questo momento è
in carcere, vogliono fargliela pagare, vogliono tenerlo in carcere fino al 12 di
gennaio e poi processarlo, magari per poi condannarlo. Non possono permettere
che uno come lui rimanga impunito, potrebbe essere contagioso. Magari si rischia
che altri scienziati decidano di dire signornò alle multinazionali che pagano la
ricerca, che altri diano voce e contenuti alle mobilitazioni ecologiste, che altri
esprimano sapere e pensiero critico. Per questo Luca è in carcere!...” .
Nonostante il vergognoso ed imbarazzante silenzio dei mass media, la notizia della
gravissima ingiustizia che stanno subendo il Dott. Tornatore e i suoi familiari si è diffusa
nel web, ed ha scatenato un ondata di solidarietà la quale, partendo dagli amici e dai
colleghi della comunità scientifica italiana ed internazionale, ha coinvolto migliaia di
persone che a gran voce chiedono la liberazione del nostro concittadino (basti pensare
che in pochi giorni il gruppo aperto su Facebook in solidarietà del Dott. Tornatore ha
raggiunto quasi 4000 adesioni (http://www.facebook.com/group.php?gid=205296253660&ref=ts#/group.php?gid=205296253660&ref=ts ), perché la sua conoscenza ed il suo impegno civile sono rivolti a garantire la sopravvivenza del nostro pianeta e della nostra specie, e rappresentano una minaccia
all’omologazione dell’umanità al “pensiero unico” , basato sull’idea della crescita infinita e
del profitto (di pochi) a costo dell’autodistruzione.

 

Sull’onda di questa grande mobilitazione sono intervenute anche le istituzioni; è stata
presentata un interrogazione parlamentare dell’ On. Delia Murer, è stato approvato
all’unanimità dal Consiglio Comunale di Venezia il già citato ordine del giorno, al quale è
seguita una lettera all’Ambasciatore del Regno di Danimarca da parte del Sindaco
Massimo Cacciari ed un iniziativa analoga è stata intrapresa nei giorni scorsi dal Sindaco
di Scorzè, Giovanni Mestriner. A questo punto credo che anche le istituzioni del nostro
Comune abbiano l’obbligo morale di agire e di prendere urgentemente provvedimenti per
la tutela del nostro concittadino. Essendo impensabile, vista la gravità della situazione,
attendere lo svolgimento del prossimo consiglio comunale (che con tutta probabilità si
terrà dopo il 15 gennaio), le chiedo, in qualità di primo cittadino, di intraprendere, con
urgenza, tutte le opportune azioni di pressione sul consolato danese affinché il Dott. Luca
Tornatore possa al più presto riacquistare la libertà e tornare all’affetto dei propri cari.

 

Fiducioso di un sollecito e positivo riscontro della presente, porgo
Distinti saluti.


Per il Gruppo Consiliare Unione Altinate – Più sviluppo sociale, basta cemento
Marco Simionato




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