A Borgo Valsugana sabato in piazza per la riconversione dell'acciaieria PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da giulio todescan   
venerdì 22 gennaio 2010
Domani, sabato 23 gennaio alle 15, a Borgo Vasugana si va in piazza per la riconversione dell'acciarieria Borgo Valsugana, che da trent'anni inquina l'aria, l'acqua e il suolo della valle. Gli abitanti della valle sono stufi di fare la parte dei «muti e fedeli», come narra la storia secondo cui l'imperatore d'Austria si serviva solo dei barbieri provenienti da questa valle del Trentino, proprio per la discrezione dei suoi abitanti. Si chiama proprio «Barbieri sleali» uno dei comitati promotori di questa manifestazione: un doppio gioco di parole, perché proprio la famiglia Leali è la proprietaria della fabbrica che costruisce tondini d'acciaio per il cemento armato. Un materiale non certo «nobile», tanto che negli altiforni della fabbrica si brucia un po' di tutto, compresi residui di oli, plastiche e vernici. Che si riversano nei polmoni degli abitanti della valle: sono stati fatti accertamenti su aria e suolo, scoperti scarichi abusivi e verificati sforamenti per i livelli di diossina e di metalli pesanti come piombo e cromo. Oggi la fabbrica è sotto sequestro cautelativo ed è amministrata da un commissario, in pratica funziona a regime ridotto dal 4 dicembre 2009, in seguito alle indagini del procuratore Stefano Dragone di Trento. Indagini seguite alle continue denunce dei comitati. Ne parliamo con Rosa Finotto, portavoce del comitato...

 

«Sono tre gli obiettivi della manifestazione - racconta Rosa Finotto, portavoce dei Barbieri sleali -. Intanto raccogliere fondi per pagarci le analisi sulle diossine, mentre le analisi sui metalli pesanti sono svolte gratuitamente da un ente di ricerca. Secondo obiettivo: raccogliere firme per promuovere un referendum sulla riconversione della fabbrica ad un'altra produzione meno inquinante. Ne abbiamo già raccolte seicento, ma più sono e meglio è. Infine, il terzo obiettivo è coinvolgere la popolazione, dopo che per lungo tempo si sono mossi i comitati.  Vogliamo capire quanto seguito hanno le nostre istanze nella valle».
Qui sotto riportiamo l'appello alla mobilitazione del coordinamento dei comitati della Valsugana. Leggi anche «L'acciarieria tossica che nessuno ha fermato» di Paola Bonatelli, articolo uscito oggi su Il Manifesto.

 


Acciaieria Valsugana, 30 anni di veleni
Appello alla mobilitazione.

    C’è qualcosa di inaccettabile nelle torbide vicende, recenti e lontane, che hanno portato al sequestro dell’Acciaieria Valsugana. Da un lato, una gestione andata oltre il limite dell’accettabilità di un industrialismo rapace, che vede nell’intesa e nella contrattazione al ribasso tra la proprietà e la Provincia di Trento un insulto ad una regolare e legale pratica produttiva, sia aziendale che pubblica. Dall’altro, una gestione e una produzione d’assalto che ha abusato ove possibile dei silenzi su carenze e omissioni di una struttura industriale e della sua scadente e vetusta tecnologia.  
    La documentazione riportata in questo elaborato, a cui ne seguiranno altri, dimostra infatti che le diffuse inadempienze e illegalità, tollerate dall’ente provinciale, erano e sono diventate regola e necessità.
    Regola e necessità per trarre il massimo profitto dentro un reciproco circolo vizioso  dove il sistema dei  controlli è  saltato  e che probabilmente è soggetto ad inaccettabili pressioni o ricatti.
     Tutto ciò a scapito della nostra vita di cittadini e di lavoratori.
    E’ dal paziente lavoro di ricostruzione di eventi e di misfatti, operata sia dal Corpo Forestale dello Stato, sia dalla procura della Repubblica di Trento, che possiamo definire crimine ambientale ed attentato alla salute di donne uomini e bambini quanto è avvenuto in questo territorio per trent’anni.    
    Qualcuno sostiene che la produzione dell’acciaio trova la sua ragion d’essere nella necessità anche per il Trentino di farsene responsabilmente carico. Se questa fosse la vera e unica ragione a supporto della presenza in Trentino di questa acciaieria, proponiamo all’attenzione di cittadini e amministratori  la sua equa ricollocazione in altro sito “idoneo” del territorio provinciale.
    Attraverso un equo sondaggio da sottoporre all’attenzione e ai diffusi interessi di trentini e lombardi, si potrebbe valutare se non sarebbe saggio e doveroso ricercare altri siti più idonei, dopo il prezzo intollerabile pagato dalla Valsugana, alla realizzazione di un impianto con le più moderne tecnologie (BAT - Best Available Technologies, o MDT - Migliori Tecnologie Disponibili). E non certo quello realizzato con una spesa di 7 milioni di Euro dall’azienda utile solo a diluire il quantitativo delle emissioni nocive, nel tentativo di illudere o tacitare i cittadini della valle.
    E tutto quanto accaduto prima o nel corso degli ultimi due anni, è tanto più inaccettabile perché  è finalmente emerso, non da parte di chi dovrebbe tutelare territorio e salute, che cosa realmente si nasconda dietro la produzione di 30 anni di veleni di questa Acciaieria.





Figo: lo DIGO!Segnala su OK Notizie!Digg!Del.icio.us!Google!Facebook!Technorati!StumbleUpon!Yahoo!
 
< Prec.   Pros. >

Carta settimanale

[carta.org]
Lonely Europe
Guida all’Europa nella crisi globale: viaggi, storie, analisi e racconti ai confini del continente solitario in cerca di un modello
Scarica il mensile Carta Estnord

[social network]


canale youtube estnord

[in evidenza]