Il passante alla corte dei conti. esposto dei Comitati PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Comitati ambiente e territorio della riviera del Brenta [Cat]   
lunedì 01 febbraio 2010
Cat, coordinamento comitati ambiente della riviera del Brenta, ha presentato un esposto-denuncia alla Procura Generale della Corte dei Conti della Regione Veneto per quanto attiene la realizzazione delle opere connesse al “Passante di Mestre” , in particolare quelle relative alla realizzazione della “variante di Roncoduro”, inerenti la zona del preesistente casello di Dolo.
Per potenziare la viabilità locale e facilitare l’interscambio con la viabilità autostradale attraverso il nuovo casello, sono state realizzate rilevanti opere del valore di circa 6 milioni di euro.
I lavori, conseguenti alla variante, hanno sconvolto in maniera irrazionale tutta  la viabilità dell’area, rendendo non solo difficili i collegamenti interni alla zona, ma, soprattutto, impedendo i collegamenti vitali tra la zona e le autostrade.
La chiusura del casello di Dolo da un lato determinerà la necessità di aprire un nuovo casello a Pianiga, con
conseguenti ulteriori costi, e dall’altro lato renderà superflua l’esecuzione delle opere realizzate, in quanto
eseguite in funzione dell’arretramento della barriera da Villabona a Roncoduro.
Il previsto nuovo casello, in località Albarea, si colloca lungo la autostrada A4, a soli due chilometri di
distanza dal sito ove il progetto CIPE aveva previsto la nuova Barriera di “Venezia Ovest” in sostanziale
sostituzione del preesistente casello di “Dolo-Mirano”, per un costo stimato di circa 28 milioni di Euro, in un
contesto territoriale al di fuori di quello di competenza del Passante di Mestre e quindi del Commissario.
Si è chiesto, quindi, all’Autorità Contabile competente di accertare:
• le modalità con le quali sono state assunte le decisioni di non arretrare la barriera di Mestre-
Villabona a Dolo, con conseguente mancata liberalizzazione dello stesso tratto autostradale;
• le modalità con le quali sono state utilizzate le risorse economiche per la realizzazione di opere che,
stante l’attuale volontà di realizzare il casello di Dolo-Pianiga in località Albarea, non sarebbero di nessuna
utilità;
• le modalità di finanziamento relativi alla realizzazione del casello di Dolo-Pianiga in località Albarea
(funzionale al previsto insediamento di Veneto City);
• la responsabilità dei soggetti coinvolti nei confronti dell’erario, per gli indubbi danni da quest’ultimo
subiti.
Risultando evidenti le difformità sostanziali di quanto realizzato rispetto a quanto previsto dal progetto
definitivo sottoposto a VIA, CAT ha inoltrato la richiesta – ex art. 29 d.lgs.152/2006 - di adeguamento dello
stato dei luoghi a spese dei responsabili.




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