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Dodici fra comitati, associazioni e coordinamenti stanno unendo le forze, fra Veneto e Friuli, per contrastare i progetti di Terna Spa. Al centro delle contestazioni sono tre nuovi elettrodotti da 380mila volts progettati dal gruppo: il Dolo-Camin [nei comuni di Dolo, Camponogara, Fossò, Strà, Vigonovo, Saonara], lo Scorzè-Volpago del Montello [nei comuni di Venezia, Martellago, Scorzè, Zero Branco, Quinto di Treviso, Parco del Sile, Morgano, Trevignano e Volpago del Montello], e il Redipuglia-Udine Ovest [in Friuli], che si dovrebbe collegare all’incombente Linz-Cordignano, nel territorio veneto e friulano. Strutture che, a detta dei comitati, sarebbero «funzionali all'eventuale insediamento delle centrali nucleari di Chioggia e Monfalcone».
Insomma si tratterebbe di una Grande Opera vera e propria, funzionale forse ai progetti nucleari futuri, ma ben nascosta grazie a una presentazione frammentaria al pulviscolo di comuni interessati. Che sono contrari, mentre le Regioni e Provincia si sono pronunciate a favore dell’elettrodotto, purché interrato. «Terna S.p.A. pretende di realizzare le linee descritte in aereo, con piloni alti da 60 a 72 metri, incontrando la ferma opposizione delle comunità locali, le quali reputano che tali infrastrutture compromettano il valore e la fruibilità sociale del territorio attraversato, rappresentino una serissima e fondata minaccia per la salute della popolazione e, di conseguenza, generino un insopportabile costo socio-sanitario ed economico a carico della cittadinanza – dicono i comitati che si oppongono all’opera - Conseguentemente, tutte le Amministrazioni locali interessate hanno espresso la loro contrarietà agli elettrodotti aerei con delibere consiliari o con dichiarazioni ufficiali; la Provincia di Padova, la Provincia di Venezia ed il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia hanno deliberato a favore dell'interramento». «E' in atto, da parte di Terna Spa, una costante pressione sugli amministratori comunali volta a disattendere la contrarietà espressa dai cittadini, e che si concretizza col subdolo ricatto della dismissione di linee aeree esistenti [quasi sempre a bassa tensione] in cambio della costruzione di quelle ad altissima tensione – prosegue il comunicato dei comitati - Appare evidente che si tratta di opere a grandissimo impatto, prospettate in modo frammentario, atto ad impedire una valutazione complessiva e che vede la pubblica amministrazione, centrale e regionale, acquiescente alla progettualità voluta da Terna Spa». Nei prossimi giorni si annunciano azioni concertate dei comitati, volte a dimostrare la fattibilità dell’interramento dei tre elettrodotti. |