Padova: le mani di Cl sul parco PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Estnord   
martedì 23 febbraio 2010

Sono state recentemente presentate agli uffici competenti del Comune di Padova alcune ipotesi di progetto attuativo per altri cento appartamenti da realizzarsi nell’area verde attigua al Parco Iris. E’ il frutto della variante ai servizi avviata dalla giunta Destro [centrodestra] e conclusasi con la scorsa giunta Zanonato [centrosinistra], che ha introdotto la cosidetta perequazione urbanistica nell’area, precedentemente destinata a verde pubblico.

Tra i proprietari coinvolti nelle future costruzioni spiccano però alcune società legate alla Compagnia delle Opere come la Iris srl, che quando ha acquisito i terreni era partecipata tra gli altri dalla Mattioli spa e dalla Cooperativa Giotto, e la Lithos spa che negli anni ’90 ha costruito il centro Papa Luciani.

 

«Con queste nuove costruzione si darà il colpo di grazia a quello che doveva essere uno dei più grandi cuori verdi della città - ricorda Ernesto Ginestri del Comitato Iris -, ci siamo sempre battuti contro questa cementificazione e, nei recenti percorsi partecipati con la cittadinanza sul nuovo Piano di Assetto Territoriale, si sono espressi contrariamente anche il Quartiere 4, il Quartiere 3 e il forum tematico di Agenda 21, che hanno indicato come rimedio l’attuazione della cosidetta perequazione disgiunta o dei crediti edilizi, per spostare la cubatura in altre aree con minor criticità e che non abbiano un “carattere strategico come l’Iris”. Questa è una zona a rischio idrogeologico, già gravata dalla recenti costruzioni dei sei ecomostri di Edilizia Residenziale Pubblica in via Canestrini, tanto che con solo due giorni di pioggia intensa a settembre siamo andati sott’acqua come non accadeva da vent’anni. Chiediamo al Comune di ascoltare le indicazioni emerse dai percorsi partecipati che lui stesso ha avviato. Altrimenti cosa li ha fatti a fare?».

 

Sono due le principali ipotesi di progetto presentate: entrambe prevedono un palazzo da circa dieci appartamenti lungo via Forcellini a cui si sommano, lungo via Canestrini, quarantacinque case bifamiliari nella prima ipotesi o quattro palazzoni da più di venti appartamenti l'uno e quattro case bifamiliari nella seconda ipoesi.

 

Il Comitato Iris denuncia come dietro a questa operazione ci siano dunque enormi interessi economici e speculativi. «Per fare un esempio, la società Iris srl ha acquistato 76.000 metri quadri di terreno al costo di tre milioni di euro poco prima che iniziasse l’iter per la stesura della variante che ha poi introdotto la nuova destinazione urbanistica. Abbiamo fatto fare una perizia e ci hanno detto che 76.000 metri quadri in quell’area valgono oggi qualcosa come sette milioni di euro al netto dei costi di progettazione, costruzione e urbanizzazione.

 

Un guadagno speculativo netto di circa quattro milioni di euro insomma, per solo una delle società coinvolte. Ora, se il Comune li autorizzerà a costruire in questa zona, approvando la perimetrazione d’ambito presentata al settore urbanistica, oltre a soffocare l’area verde ed ad ignorare le richieste dei cittadini, dovrà poi realizzare anche un ampliamento del parco Iris che si trasformerà però di fatto in una sottile striscia di verde sotto casa delle nuove abitazioni, aumentandone il valore immobiliare e dandogli così una mano a venderle. Una vera vergogna. Vogliamo sperare che in Comune ci ripensino e che finalmente si attivino per spostare la cubatura».

 





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