I comitati del Veneto e del Friuli dicono no agli elettrodotti PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Paesambiente   
sabato 27 febbraio 2010
Il Cat «Comitati ambiente territorio», Cappellavive, Paeseambiente e il Comitato per la vita del Friuli rurale,  prendono forza e sviluppano la loro azione di coinvolgimento dei vari comitati sparsi nel territorio che si interrogano sull'utilità degli elettrodotti ad altissima tensione, sulla scelta dei loro tragitti e sulla possibilità di realizzarli interrati, qualora siano effettivamente necessari.

Il giorno 25 febbraio a Cappella di Scorzè, organizzato dal comitato Cappellavive, si è svolto un incontro informativo alla presenza di una sala gremita. Presenti molti comitati e i sindaci di Zero Branco e di Scorzè.
Il Coordinamento dei comitati ha evidenziato il tentativo di imposizione di Terna, che da azienda privata vorrebbe suggerire le politiche della trasmissione dell'energia al governo per vederle trasformate in legge.
Ha poi preso atto del comportamento della provincia di Treviso che tenta in ogni modo di indurre i Comuni trevigiani a sottoscrivere la convenzione con Terna [solo Volpago e Quinto hanno aderito].
Sono poi state espresse le motivazioni contrarie, espresse fin dal 2008 da Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente, e la richiesta di interramento degli elettrodotti lungo la A27 e la A4 inviate dal coordinamento dei comitati al presidente dell'Unione europea, alla regione Veneto, al ministro dell'Ambiente, al ministero delle attività produttive, al ministero delle Infrastrutture, al ministro delle Politiche agricole e alla provincia di Treviso. La richiesta è stata comunicata anche per conoscenza alla provincia di Venezia, alla provincia di Padova e a tutti i Comuni interessati.

 

«La salute viene prima di ogni altra cosa – ha dichiarato Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente – Terna non può imporre i megaelettrodotti solo perché consegue un risparmio che si traduce in utile per gli azionisti. E qualora siano proprio necessari, per i tragitti si sfruttino i territori già deturpati dal sistema viario, scegliendo la modalità dell'interramento più sicura per la salute, senza recriminare sulle spese. La salute non ha prezzo».

Info su: www.paeseambiente.org

 

 





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