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Giunge alla quinta edizione il torneo «Dai un calcio al razzismo» organizzato a Pordenone dall'omonima associazione. Nell'anno dei mondiali sudafricani, la manifestazione si amplia e diventa «Giornate antirazziste», distribuendosi in tre giornate fra dibattiti, musica, mercatini e, naturalmente, partite di calcio. Il tutto si svolge in via Pirandello, a Pordenone, da venerdì 4 a domenica 6 giugno. Si parlerà anche di razzismo, migrazioni, diritti negati nel lavoro migrante. Qui sotto riportiamo il comunicato di presentazione della tre-giorni. Per il programma consultare il sito: www.daiuncalcioalrazzismo.org
Eccoci finalmente arrivati alla quinta edizione del torneo antirazzista. Un'iniziativa che, nel tempo, si é affermata come una scadenza fissa tra la fine di maggio e primi di giugno e che quest'anno assumerà una nuova veste: nel nome, che cambia in "Giornate antirazziste", e nel programma con tante nuove proposte. Dopo quattro edizioni del torneo, per molti di noi si é presentata la necessita di fare un bilancio al fine di valutare i punti critici della manifestazione e trovare soluzioni capaci di dare più forza alla volontà di continuare questa bella esperienza. Pertanto, in questa edizione del 2010, é stato volutamente ridotto il numero delle squadre che parteciperanno al torneo di calcio e che passano dalle quaranta delle precedenti edizioni alle venti attuali. Questa scelta nasce dalla volontà di "rompere" quella falsa divisione tra fruitore e propositore di eventi , tra chi gioca e chi invece investe i propri sforzi nell'organizzazione della manifestazione, con l'obiettivo di sviluppare nuove forme di socialità e di integrazione. Anche il titolo della manifestazione é stato volutamente cambiato per bilanciare la manifestazione sportiva con momenti di confronto e incontro fuori dall'ambito del gioco, ma anche per smorzare quell'approccio troppo agonistico che si andava affermando tra molti giocatori. Siamo convinti che i cambiamenti che caratterizzeranno queste "Giornate antirazziste" vanno nel senso giusto di uno spirito antirazzista e dello sviluppo di relazioni non discriminanti ed esperienze personali e collettive contro ogni forma di pregiudizio. Per il resto, non ci rimane che augurare buon divertimento a tutti. |