"Veneto agro. Operai e sindacato alla prova del leghismo" di A. Casellato, G. Zazzara

E-mail Stampa PDF
Com'è possibile avere in tasca la tessera della Cgil e votare Lega? Un tentativo di risposta viene dalla ricerca intitolata «Veneto agro» promossa dall'Istituto di ricerca della Cgil del Veneto e curata da Gilda Zazzara e Alessandro Casellato, tra i delegati sindacali del settore agro alimentare. Non molti i leghisti dichiarati tra i
questionari raccolti, forse per paura di dichiararsi, di fare «outing». Interessante la lettura della ricerca, comunque, soprattutto per le spesse analisi che ne sanno trarre Zazzara e Casellato, cesellando le risposte e proponendo nessi non sempre evidenti. Il rapporto con la politica intanto: molti chiedono al sindacato di non
«fare politica», non schierarsi e sottolineano la distanza siderale da tutti i partiti. La vicinanza alla Lega e la militanza sindacale non sono visti comunque come due scelte in attrito tra loro, e questo dato non dovrebbe sorprendere, soprattutto se abbandoniamo la visione del mitico delegato di fabbrica, colonna della sinistra e militante a tutto tondo: le opzioni di voto, per dirne una, sono molteplici, dal Pd alla Lega, da Rifondazione all'Udc. Emerge comunque un tratto che accomuna la militanza sindacale con la simpatia leghista: essere
anticonformisti, «tenere botta», non chinare la testa. Un iscritto, elettore della Lega, sottolinea: «è la Cgil il sindacato che ha nome, che ha valori, che lotta». Parrebbe un sentirsi in lotta con il mondo e le sue ingiustizie quello che “lega” tra sé e sé il leghista militante del sindacato rosso [anche se le critiche al sindacato e ai suoi vertici non mancano]. Dal ritratto che emerge di questi delegati sindacali emerge comunque tutto lo smarrimento di questi anni - «sono nato qua, giro per strada ma non riconosco nessuno, ghe xe tuta gente da fora, gente da Mestre, da Venezia» racconta Stefano Piaser della sua Quarto d'Altino – fino alla condivisione dei provvedimenti leghisti - c'è la delegata che plaude alla rimozione delle panchine voluta da Gentilini. Le campagne antirazziste della Cgil sembrano non scalfire atteggiamenti e culture profonde e lo «straniero», nel luogo di lavoro o fuori, rimane tale [ancor peggio il clandestino, vero e proprio criminale come da propaganda governativa]. Un «Veneto agro» emerge da questa ricerca, per nulla candido o pacificato e nemmeno propriamente rassegnato: un ribellismo di destra serpeggia, come è tradizione, anche tra le fila del sindacato della, [fu?] classe operaia.

Alessandro Casellato, Gilda Zazzara (a cura di) Veneto agro. Operai e sindacato alla prova del leghismo. Ires Cgil www.iresveneto.it
AddThis Social Bookmark Button

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Sito personale:
Titolo:
Commento:
  La frase di verifica. Solo lettere minuscole senza spazi.
Frase di verifica: