Non è un libro sul nordest, ma riguarda profondamente questo piccolo bollettino che ritiene di dover promuovere «fra(m)menti» di cambiamento. «La creazione sociale» di Antonia De Vita ci riguarda perché indaga le modalità del cambiamento possibile riflettendo in particolare come il cambiamento implica le soggettività. Queste ultime sono state colonizzate dalla pedagogia del capitale che punta alla mobilitazione totale del soggetto, all'attivazione delle sue emozioni, dei suoi desideri, della sua intelligenza. Questo «nuovo spirito del capitalismo» ha travolto i tradizionali luoghi e rappresentazioni forgiando un individuo predisposto all'individualismo e alla competitività. Qualsiasi ipotesi di cambiamento deve passare per un'ipotesi pedagogica che scardini la pedagogia del capitale che è riuscito fino ad oggi a velare il conflitto e reso così impossibile il cambiamento. Occorre quindi, ci sembra suggerisca l'autrice, non tanto proporre contenuti differenti - la raccolta differenziata invece che l'inceneritore, per capirci -, ma restituire alle soggettività un percorso di avvicinamento al reale - oscurato dall'ideologia del capitale - e alle possibilità di narrazione - recuperando parole rese inservibili dalle retoriche dominanti - e di trasformazione. In coda all'agile volume il racconto convincente di alcune pratiche.
Antonia De Vita, La creazione sociale. Relazioni e contesti per educare, Carocci 2009.
Il libro verrà presentato il 29 ottobre alle 18.00 presso la Società Letteraria in P.tta Scalette Rubiani a Verona
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