Riguardo la progettazione di un impianto di trattamento dei fanghi conciari ad Arzignano interviene con un comunicato [che riportiamo di seguito] l'associazione «No Alla Centrale per lo sviluppo e(ti)co-sostenibile Ovest Vicentino». Vogliono vederci chiaro. Non bastano le «rassicurazioni» del dirigente dell'agenzia regionale per l'ambiente che ha dichiarato «siccome ci sono già 3 impianti di incenerimento funzionanti nell'Ovest vicentino, se ne può aggiungere anche un quarto». La 'provocazione' della Giunta Comunale di Montecchio Maggiore riapre una discussione pubblica sul tema del trattamento dei fanghi conciari, che era recentemente caduta nell'oblio.
Il processo partecipativo, avviato nel 2006 dall'ATO presieduto dall'allora sindaco di Arzignano Fracasso, aveva coinvolto nella discussione sul problema, Comuni, Provincia, ARPAV, Regione, categorie economiche, sindacati, associazioni e cittadini dell'Ovest vicentino, ma è stato inspiegabilmente accantonato dopo le ultime elezioni amministrative.
Alle proposte presentate allora dalla Commissione Tecnica istituita dall'ATO val Chiampo, nel progetto denominato 'PROGETTO PARCO', Come Associazione NO ALLA CENTRALE abbiamo presentato delle osservazioni tecniche e che riteniamo tuttora valide non essendo nel frattempo emerse nuove soluzioni o progetti.
A questo punto, proprio per garantire la necessaria trasparenza e informazione verso i cittadini, è compito dell'ATO Valchiampo e delle Amministrazioni locali presentare le soluzioni al problema e l'eventuale progetto concreto, sul quale ci riserviamo di esprimere un giudizio approfondito non appena ci saranno forniti tutti gli elaborati tecnici con descritto: il tipo d'impianto, i bilanci di massa e di energia, le emissioni, i costi di costruzione e di gestione e il necessario bilancio ambientale che, ricordiamo, deve prevedere una riduzione delle emissioni complessive nel territorio.
Esprimiamo fin d'ora comunque perplessità su un tipo di logica, come quelle espressa, a suo tempo dal Direttore dell'ARPAV locale, secondo cui: “siccome ci sono già 3 impianti di incenerimento funzionanti nell'Ovest vicentino, se ne può aggiungere anche un quarto”. Per altro senza aver nemmeno chiaro il tipo di emissioni dei primi tre.
Concludendo; facciamo nostra la 'provocazione' del sindaco di Montecchio M. sig.a Cecchetto e rilanciamo, chiedendo che il primo cittadino castellano, in qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci dell'ULSS 5, organizzi al più presto una assemblea pubblica invitando il presidente dell'ATO dr. Gentilin, il Presidente di Acque del Chiampo geom. Marcigaglia, il Presidente della Provincia Schneck e i sindaci del Progetto Giada.
Nella assemblea pubblica va affrontato in modo chiaro il tema spinoso dei fanghi conciari ma anche l'effetto cumulativo sull'ambiente e sulla salute dei cittadini, delle varie opere che si vanno accatastando nel nostro territorio, oltre ai già citati 3 inceneritori: CIS, spostamento del casello, raddoppio dell'autostrada A4, Pedemontana, TAV ecc.
Riteniamo che problemi così complessi vadano affrontati in un'ottica di area vasta e integrata com'è oggi e come sarà ancora di più in futuro, l'Ovest Vicentino.
Montecchio Maggiore, 29 dicembre 2010
Associazione No Alla Centrale
per lo sviluppo e(ti)co-sostenibile Ovest Vicentino
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