«Quarant’anni, cioè il 2050! Questo il termine per la realizzazione della Linea Alta velocità/Alta capacità, sempre che tutto fili liscio, senza intoppi e con le autorizzazioni ottenute nei tempi stabiliti»: parte da qui il ragionamento di Legambiente Monfalcone a fronte della nuova documentazione presentata per l'avvio della procedura di valutazione d'impatto ambientale della linea ad alta velocità Venezia - Trieste e che denuncia come questa tratta «non ha ancora uno straccio di finanziamento». «Finalmente RFI ha preso atto di un aspetto che Legambiente sosteneva fin dall’inizio - sostiengono gli esponenti monfalconesi dell'associazione ambientalista - cioè l’inutilità di una linea con una velocità di 250-300 Km/ora, che richiederebbe la realizzazione di linee di alimentazione elettrica dedicate; si prevede infatti una velocità intorno ai 200 Km/ora, in grado di utilizzare le linee elettriche esistenti, con minor utilizzo di fasce di rispetto e quindi di territorio».
I punti neri del progetto rimangono malgrado il percorso Ronchi-Trieste preveda una riduzione dei tratti in galleria, visto il rischio di incrociare cavità carsiche rimane lo stesso, e non si può dire che, dal punto di vista paesaggistico, il ricorso a viadotti sia meno impattante e che così il Carso sarebbe in ogni caso martoriato dalle infrastrutture.
D'altronde lo studio prevede anche però interventi sulle linee esistenti, affrontando la sistemazione di alcune criticità che attualmente rendono problematico e poco efficiente il percorso anche se, per l'associazione del cigno verde, «rimangono le perplessità sullo sviluppo del polo intermodale, sulla fermata all’aeroporto, sul destino delle stazioni ferroviarie di Ronchi Nord e Monfalcone, questioni sul tappeto che, ora che il progetto è stato presentato ufficialmente, richiedono un pronunciamento esplicito da parte delle amministrazioni locali».
In definitiva gli esponenti ambientalisti ribadiscono al richiesta di riorganizzazione e potenziamento della linea esistente, e stop «a pesanti e inutili interventi che, in assenza di finanziamenti, di un calcolo indipendente su costi e benefici, di tempi di realizzazione che vanno molto al di là di una ragionevole strategia di pianificazione, sono al di fuori di qualsiasi prospettiva di sviluppo».
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