Parco Basso Isonzo [Pd]. Un progetto «verde» boicottato dal cemento [e non solo...]

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Il progetto c'è, c'è chi vorrebbe attuarlo, e c'è una banca interessata. Perché non parte? Padova, area del basso Isonzo, a sud est della città. L’idea - sostenuta da proprietari, cittadini della zona e associazioni - consiste nella creazione di una vera e propria azienda agricola aperta ai cittadini con vendita diretta di prodotti stagionali biologici, una fattoria didattica aperta alle scuole e la creazione di orti sociali.

Insomma un parco urbano reso vivo dalle attività agricole, nell'ultimo grande spazio sottratto alle speculazioni immobiliari che hanno devastato la periferia cittadina in questi decenni sotto giunte di ogni colore. La proposta delle associazioni e delle imprese sociali del Distretto di economia solidale [Des] di Padova - cui fanno parte tra le altre: Bio Rekk, Associazione Agricoltura Nord Est, Associazione Italiana Agricoltura Biologica AIAB Veneto, coop agricola El Tamiso, Associazione Mani Tese, cooperativa Angoli di Mondo, Associazione di Cooperazione e Solidarietà Acs -, è in controtendenza al destino di una città fatta solo di auto, banche, shopping e fioriere. «L’esperienza di oltre venticinque anni nell’agricoltura biologica della cooperativa El Tamiso è una garanzia» sottolinea Matteo Sandon del gruppo di acquisto solidale, Bio Rekk, instancabile animatore del progetto del basso Isonzo.

Un'idea talmente concreta che nell’arco di due anni le associazioni e i cittadini del basso Isonzo hanno raccolto sostegno e interesse nei vari incontri avvenuti con l’ex assessore al verde pubblico e all'urbanistica Ivo Rossi, il sindaco Flavio Zanonato e il neo assessore ai parchi e al verde Andrea Micalizzi. Interesse che però, a due anni di distanza dal primo faccia a faccia, non ha ancora prodotto nulla di tangibile.

Ciò che preoccupa è che, nonostante l’interessamento e il sostegno da parte di Banca Etica, ad oggi non sia giunta nessuna risposta. Ad allarmare ulteriormente sono le informazioni che circolano tra gli abitanti riguardo il possibile destino dei terreni della zona confinante al parco. Pare infatti che stiano per sorgere circa novanta appartamenti: una cinquantina destinati all’Istituto di Riposo per Anziani - sicuramente non si tratta di alloggi popolari - divisi in palazzine di sei unità, il resto suddiviso tra privati che prevedono otto alloggi [4 bifamiliari] da circa 680mila euro ad unità. «Il comune ha reso edificabili terreni che erano di perequazione, e cioè zone dove non era possibile cementificare per motivi di salvaguardia del territorio - sottolinea Matteo Sandon -, le agenzie immobiliari già propongono quello che potrebbe nascere tra un po’ su quei terreni».

Paradossale è quanto si apprende dal comunicato stampa della regione Veneto del 22 dicembre scorso: si legge che il piano guida del «Parco del Basso Isonzo» è la candidatura veneta alla partecipazione del «Premio Mediterraneo», un concorso europeo svoltosi il 27 e 28 gennaio a Barcellona su «progetti e le opere di valorizzazione e qualità dei paesaggi». «Questo significa che il destino del parco è già deciso, e che a noi, che su quest'area abbiamo lavorato e portato proposte concrete nessuno dice nulla» sottolinea Sandon.

La proposta dei cittadini e le associazioni forse non è appetibile per i poteri forti che vogliono fare il bello e il cattivo tempo nella città del Santo, ma rappresenterebbe un’importante risorsa per la collettività e per l'ambiente senza trascurare i vantaggi per i consumatori, facendo di Padova l’unica città del Veneto con alle proprie porte un'azienda agricola come quella che viene proposta. «Speriamo di ottenere almeno delle risposte chiare» conclude Matteo. Sarebbe il minimo per chi si sta spendendo per migliorare la qualità della propria città.

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Commenti (1)
parco basso isonzo
1Venerdì 25 Novembre 2011 18:34
maurizio
voglia gentilmente contattarmi

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