«Impronta culturale», ecco come a S. Vito [Vi] si fa cultura partecipata

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San Vito di Leguzzano investe sulla cultura. In controtendenza con il quadro nazionale, il piccolo comune dell’Alto Vicentino nel 2010 ha registrato un boom di eventi culturali e di partecipazione: dalle dieci proposte culturali del 2009 alle cinquanta del 2010. Merito di un giovane assessore, Cristiano Filippi Framar, 39 anni e un lavoro da bibliotecario a Malo, e di un metodo innovativo: l’ideazione e realizzazione degli eventi nasce dalla partecipazione dei cittadini, riuniti in gruppi di lavoro. L’hanno chiamata Impronta culturale e ha un motto suggestivo: «La cultura è fatta di cose che ci scambiamo».

«L’idea di partenza era la volontà di ampliare offerta culturale, coinvolgendo nella fase organizzativa in particolare i giovani – spiega Filippi Framar - Poi volevamo utilizzare di più le piazze, in particolare la corte della sala civica. Ho contattato alcune persone, poi tramite il passa parola sono state coinvolte cinquanta persone suddivise in sei gruppi di lavoro, persone in gran parte di San Vito ma anche del circondario». I gruppi si occupano di “scritture”, “educazione e divulgazione scientifica”, “arti visive”, “sostenibilità e intercultura”, “eventi” e “innovazione”. Si sono incontrati una decina di volte ognuno, partendo dalla fase di ideazione degli eventi e seguendoli fino a quella realizzativa.

«Di colpo abbiamo avuto una produzione esponenziale: in un anno normale prima c’erano dieci proposte, ne abbiamo fatte cinquanta – continua l’assessore - Il pubblico è stato ottimo: ci siamo mossi con attenzione, avendo come bussola quella di fare rete con i soggetti del territorio, associazioni, gruppi, di San Vito e anche di fuori. E poi fare proposte il più “pop” possibili, che interessino l’intellettuale e anche la vecchietta. L’obiettivo è parlare di cose importanti e anche difficili, ma se possibile usando un linguaggio facile e le nuove tecnologie». E così la piccola San Vito ha ospitato il festival estivo Azioni Inclementi, con migliaia di persone ad assistere agli spettacoli teatrali di Giuliana Musso. E poi concerti, teatro, arte, incontri per i bambini, divulgazione storica e naturalistica.

E’ andata così bene che l’amministrazione ha aumentato il bilancio per la cultura: «Negli altri comuni si va verso una diminuzione del 10 o 20 per cento, a causa dei tagli statali, noi per il 2011 aumentiamo di 5000 euro. Prima gestivamo 17mila euro per la cultura, adesso 22 mila».
Alla realizzazione degli eventi si accompagna un monitoraggio continuo, con il conteggio dei partecipanti, questionari per il pubblico e, entro febbraio, il lancio di una “carta della cultura”. «Sarà come quelle dei supermercati – dice Filippi Framar – Il possessore la potrà “strisciare” ad ogni evento culturale a cui assiste, accumulando dei punti. Raggiunto un certo punteggio, si potrà vincere un libro, un dvd o un disco». Un grande gioco che, per una volta, serve a diffondere cultura.

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