Un altro pezzo di potere Pdl passa alla Lega: in questi giorni si decide a Treviso la nomina del nuovo presidente di Ascopiave, società s.p.a. partecipata da 93 comuni del nord est, colosso della distribuzione del gas, al centro di una holding con 20 società partecipate e con interessi nella produzione e distribuzione di energia. A fine aprile scadrà l'incarico di Gildo Salton, uomo del Pdl, e la Lega, che ha conquistato la maggioranza dei comuni soci, piazzerà un suo uomo, Fulvio Zugno, che già ricopre diversi incarichi fra cui quello di assessore al bilancio del comune di treviso. Qui sotto riportiamo, dal blog Un'altra Treviso, l'elenco dei cinque incarichi già ricoperti da Zugno, con relativi compensi.
In tempi di elenchi e di domande pubbliche la probabile [per non dire sicura] nomina dell'assessore Zugno alla presidenza del consiglio di amministrazione di Ascopiave suggerisce sia l'uno che le altre.
L'ELENCO
Fulvio Zugno è già:
- assessore a bilancio del Comune di Treviso [indennità di € 48.000 all'anno];
- componente del collegio dei sindaci di Ascotrade [compenso €10.400 annui];
- componente del collegio dei sindaci dell'Ulss 8 [Asolo-Montebelluna-Castelfranco];
- componente del collegio dei sindaci della Camera di Commercio;
- componente del consiglio di amministrazione di Consorzio Energia Veneto [compenso € 10.000 annui].
con la nomina a presidente di Ascopiave arriverebbe al sesto incarico pubblico, o meglio assegnato per meriti politici. Visto che il compenso annuo per la presidenza Ascopiave è di 60.000-70.000 € i compensi che, direttamente o indirettamente, arrivano all'assessore dal portafoglio dei cittadini [via tasse locali o tariffe di servizi pubblici] arriverebbero a 150.000 € annui [tenuto conto anche delle dimissioni obbligate dal collegio dei sindaci di Ascotrade, controllata di Ascopiave].
In tutto questo, ovviamente, non c'è nulla di illegale, gli incarichi sono fra di loro compatibili e le nomine legalmente corrette.
LE DOMANDE
Viene da chiedersi, però...
1] Perché l'assessore continua a presentarsi come un "tecnico" prestato all'amministrazione pubblica quando ogni anno cresce il numero dei suoi incarichi ottenuti attraverso nomine solo ed esclusivamente politiche? Anche nel caso di Ascopiave è evidente che l'unico motivo per cui sta per ottenere l'ambito incarico è la fedeltà politica al partito di Bossi, visto che sono mesi che i capi della Lega garantiscono che si prenderanno la poltrona presidenziale della multiutility.
2] Non rischia di diventare troppo gravosa per qualsiasi umano questa sommatoria di incarichi che vanno dall'ente locale al settore dell'energia, da quello della sanità alle politiche dell'economia? Perché nel settore privato in provincia di Treviso questo tipo di "multiincarichi" è molto meno diffuso o, almeno, chi ricopre diversi incarichi si limita ad un solo settore di attività?
3] Soprattutto, per ciascuno di questi incarichi, a maggior ragione via via che si sono accumulati, non era possibile individuare altri candidati che fossero dotati di competenze tecniche ma non necessariamente di fedeltà leghista?
A tutte le domande c'è un'unica risposta: il "pluriincaricato" Zugno [secondo solo al 14 incarichi Cecconato] segna con l'ascesa in Ascopiave un'altra vittoria della Casta Padana: Ascopiave è un luogo di potere quindi la lega ci piazza un suo uomo, in questo caso anche competente di materie economiche, ma la caratteristica principiale non è la competenza, quanto l'adesione al progetto politico leghista. Indimenticabile, qualche anno fa la nomina a presidente dell’istituto zooprofilattico del Veneto di un autista [leghista] di autobus il cui unico rapporto con la fauna poteva risalire all'investimento, appunto con l'autobus, di qualche animale!
Quello era un caso ancora più estremo, mentre quello di Zugno è un passo avanti: la Casta Padana in giacca e cravatta. La logica, però, è la stessa: occupazione militare del potere ovunque esso si ramifichi [ex-municipalizzate, enti, consorzi...], con l'uomo giusto se c'è, con chi ha diritto al "premio di fedeltà" nella maggior parte dei casi.
Così la Casta Padana continua ad alimentarsi di poltrone, prebende e potere.
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