Verona: quando il servizio pubblico diventa precario

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Bibliotecari, addetti al controllo delle Ztl, postini, lavoratrici delle mense o dei bookshop... Un mondo di lavori precari per servizi pubblici esternalizzati tramite gara dal Comune di Verona o da società pubbliche. Dove i risparmi nella spesa pubblica, obbligati dai tagli draconiani dei finanziamenti statali agli enti locali, si rovesciano sulle spalle dei lavoratori, che quasi sempre sono lavoratrici. E' il tema dell'inchiesta «Schiavi del terzo millennio» scritta da Michele Marcolongo per il magazine Verona In.
Cosi scrive Marcolongo: «Passando la spesa da una posta di bilancio all'altra, l'assessore di turno riesce a dimostrare di aver ridotto i costi del personale e, se è bravo, a liberare un po' di risorse da gestire secondo logiche più propriamente "politiche". A uscirne male sono quasi sempre i lavoratori [soprattutto donne, come vedremo] che ogni due, massimo quattro anni, vengono messi a gara assieme all'appalto del servizio che stanno svolgendo. E con la logica del massimo ribasso si vedono compressi a ogni giro salario e diritti».

Leggi l'inchiesta sul sito di Verona In

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