Rifiuti non trattati: indagini su due cantieri Maltauro tra Fiera di Vicenza e «Città Caldogno»

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Cinque persone hanno ricevuto un avviso di garanzia dal pm Dal Martello di Vicenza per violazione della legislazione ambientale: lo rende noto il Giornale di Vicenza del 27 aprile 2011 in un articolo a pagina 16 dal titolo «Rifiuti non trattati finivano in cantiere in modo illecito». Al centro delle indagini ci sono due cantieri dove lavora la ditta Maltauro, il primo è «Città Caldogno», mega centro sportivo e residenziale [dove ha aperto anche un nuovissimo supermercato "ecologico" della Despar] nel centro del comune di Caldogno, il secondo è il cantiere per il rifacimento di una parte della Fiera di Vicenza.

Gli avvisi sono arrivati all'attenzione «degli impresari Giuseppe e Paolo Sartorello, rispettivamente di 39 e 38 anni, di Vicenza (avv. Ulisse Lendaro e Alberto Pellizzari); del responsabile del cantiere della Maltauro a Caldogno Paolo Acerbi, 46 anni, di Verona (avv. Marco Dal Ben); dell'impresario Luigi Frealdo, 43 anni, di San Germano dei Berici (avv. Raffaela di Paolo), che avrebbe dovuto trattare il materiale nel suo impianto e di Fausto Faggionato, 56 anni, di Creazzo, autista della Sartorello, fermato dagli ispettori di Arpav e polstrada il 19 novembre 2008» come riporta il quotidiano.

Secondo il pm i materiali di demolizione del cantiere "Fiera di Vicenza" - operazione di demolizione che Maltauro nel 2008 ha subappaltato alle ditte Sartorello Escavazioni srl e Sartorello Costruzioni srl - sarebbero finiti nel cantiere di Caldogno senza essere trattati, e senza che il responsabile del cantiere della Maltauro Paolo Acerbi controllasse.
Gli inerti due anni e mezzo fa erano stati sequestrati presso il cantiere di "Città di Caldogno".

Dopo aver costituito una associazione temporanea di imprese, secondo quanto ha ricostruito il pm, la Sartorello Escavazioni offriva alla Sartorello Costruzioni [che aveva demolito parte della vecchia Fiera] di trasportare a costo zero i rifiuti da demolizione. In secondo luogo trasmetteva un'offerta, come riporta il Giornale di Vicenza, «per la fornitura di riciclato per il cantiere di Caldogno a prezzo di euro 7,4 alla tonnellata [quindi a condizioni antieconomiche, considerati i costi anche solo di trasporto del materiale]».
In tutto questo Sartorello Costruzioni avrebbe risparmiato sui costi trattando i rifiuti con una macchina trituratrice nel cantiere fieristico, anziché avviarli a una ditta specializzata nel trattamento dei rifiuti, la Frealdo, con successiva contraffazione dei relativi formulari.

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