Luca Claudio, sindaco: biografia di un mostro mediatico

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Chi è Luca Claudio, il politico che contenderà al centrosinistra la poltrona di sindaco ad Abano Terme [non proprio un paesello] dopo aver a lungo governato Montegrotto? Riproponiamo un suo interessante, ed inquietante, ritratto pubblicato un paio d'anni fa.

La sua carriera di attore si è spenta sul nascere. Il produttore cinematografico Massimo Emilio Gobbi è stato indagato, la notizia è di questi giorni, per truffa continuata in concorso e il progetto del film «Camorra Live show» - in cui il giovane e dinamico sindaco di Montegrotto Terme Luca Claudio doveva recitare la parte dell'avvocato plaboy - è stato per il momento accantonato. Difficile però che la vena istrionica di Luca Claudio si esaurisca per questo incidente di percorso.

Luca Claudio, esponente di spicco della Destra di Francesco Storace, amministra Montegrotto Terme dal 2001. La sua giunta di centrodestra ha conosciuto un’escalation elettorale che lo ha portato nel 2006 a riconfermarsi alla guida del paese con il 68 per cento contro il 36 per cento dell’opposizione.

Il sindaco della piccola cittadina termale alle porte di Padova si è segnalato nel corso dei suoi due mandati con azioni eclatanti che, oltre a dare visibilità alle singole iniziative, di sicuro hanno posto ripetutamente sotto i riflettori la sua immagine fino a costruire un personaggio locale dal sicuro impatto televisivo. Disinibito nel proporre la sua immagine, ma anche nell'amministrare la cosa pubblica.

Dopo la consacrazione elettorale del 2006 Luca Claudio imposta il suo secondo mandato all’insegna della spregiudicatezza, forte di un consenso popolare quasi unanime. Si parte nel novembre del 2007. Sui tabelloni luminosi che in diversi punti del paese aggiornano i cittadini sulle attività comunali, appaiono strane scritte: «Cittadini emigrate!La legge mi lega le mani e non mi permette di difendervi!». A questa prima incitazione ne seguono altre verso l’immigrazione clandestina che minaccerebbe seriamente il paese termale, verso «extracomunitari illegali che delinquono e mettono a rischio la sicurezza della collettività». Scoppia un vespaio di polemiche tanto da portare il primo cittadino agli onori della cronaca nazionale e spingere Gad Lerner ad invitarlo nella sua trasmissione «L’infedele».

Segnalandosi come una delle figure di prim’ordine della «rivolta dei sindaci del Nordest», Luca Claudio organizza ronde popolari per la sicurezza e arriva ad incitare i cittadini ad armarsi di bastoni contro eventuali delinquenti. «Una provocazione» la definirà.

Al giovane sindaco piacciono molto le figure dei grandi statisti al punto da tenere un busto di Benito Mussolini nel suo ufficio che, dopo accese proteste, viene rimosso.

Un nuovo scossone arriva da un altro discusso provvedimento: in prossimità degli attraversamenti pedonali e delle scuole vengono messe delle statue di bambini in bronzo. Una forma di sensibilizzazione contro l’alta velocità che non piace a tutti: diverse statue vengono trafugate e il sindaco risponde con una «taglia» sul colpevole.

Quando esplode lo scandalo rifiuti in Campania Luca Claudio non si fa sfuggire l'occasione per ritagliarsi un quarto d'ora di notorietà: il sindaco cita in giudizio il comune di Napoli e la regione Campania per aver causato un danno d’immagine al turismo termale con lo scandalo dei rifiuti. La denuncia si trasforma anche in una richiesta di risarcimento per il danno subito pari a 1 milione di euro.

Il susseguirsi di queste misure si accompagna con la crescente popolarità del sindaco,un clima di esaltazione collettivo che aumenta ad ogni nuovo colpo dell’amministrazione. «Se fosse una donna me lo sposerei!», il commento di un cittadino. Molti uomini, ma soprattutto donne, ammirano la determinazione e la spregiudicatezza di Claudio. Essere famosi – comunque, anche se solo grazie a gratuite provocazioni – aumenta la stima nei confronti di questo giovane sindaco, lo rende esente da responsabilità. «Famoso lui, - sembrano pensare i suoi concittadini – famosi, in qualche modo, anche noi». E dunque soddisfatti. Il suo successo fatto ci colpi di scena e di slogan a buon mercato, indubbiamente, inquieta.

Anche perché c’è un’altra faccia in questo paese che nessuno, qui a Montegrotto, sembra voler vedere. Il trionfo elettorale del 2006 è stato adombrato dall’incidente al consigliere dell’opposizione Antonio Voltolina: la macchina incendiata a pochi giorni dalle elezioni. Nonostante il fermo dell’autovettura per accertamenti da parte dei Carabinieri, Luca Claudio e il segretario provinciale di An, Filippo Ascierto, hanno considerato l’episodio come una provocazione ai propri danni e così non hanno degnato la vittima nemmeno della loro solidarietà. Non solo. In seguito all’episodio, due liste dell'opposizione si ritirano sostenendo di aver ricevuto minacce da «persone che ora negano». «Un complotto contro di noi», replica Claudio.

Al confronto pubblico, il sindaco liquida con una battuta l’incidente a Voltolina nell’ilarità generale degli spettatori noncuranti della presenza della vittima.

Secondo alcune voci, il consigliere di opposizione avrebbe così pagato il conto delle accuse rivolte in consiglio comunale al sindaco circa la speculazione edilizia gli sono costate care.

Il termalismo: le fonti d'acqua calda che scorrono sotto i colli euganei sono stati l'oro di queste contrade, ma ora la crisi del settore si fa sentire. E’ il caso dell’Hotel Montecarlo, ma soprattutto dell’Hotel Caesar: 35 addetti messi in mobilità per una ristrutturazione che non è mai partita. La messa in mobilità dei lavoratori del bacino termale non comprende né cassa integrazione né altro tipo di ammortizzatore sociale. L’amministratore delegato della Hotel Caesar Srl? Il Sindaco Luca Claudio.

La provocazione contro la regione Campania nasconde lo stato dell’immondizia a Montegrotto: per le strade della cittadina termale bisogna tapparsi il naso. L’indecenza dei cassonetti stracolmi è visibile in tutta il paese. E si viene anche a scoprire che dal 2004 l’Amministrazione comunale ha promesso la realizzazione di tre isole ecologiche interrate. Mentre la proposta non sembra dare segni di evoluzione, si accusa il danno subito dai rifiuti napoletani.

«Camorra Live show», con tutta probabilità non verrà mai proiettato. Il sindaco è tornato nella sua stanza. Il progetto di costruire in centro una torre – grattacielo al fine di rendere riconoscibile Montegrotto a chi sopraggiunga da lontano – sembra candidarsi come la prossimo colpo di scena destinato ad occupare le pagine dei giornali locali. E soprattutto distrarre i cittadini dalle quotidiane difficoltà.

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