Verso la cittadella veronese dell'altra economia: la festa all'arsenale

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L'arsenale - forte austriaco ottocentesco nella zona nord di Verona - diverrà, dal 2 al 5 giugno, la cittadella veronese dell’«Altra Economia». Organizzatore della 4 giorni - denominata «Arsenale solidale» - è «Grao de mostarda» onlus insieme all’associazione Naturalmente Verona. A sostegno dell'iniziativa la casa editrice Jago che partecipa con un proprio stand e che, a sua volta, ha coinvolto atri editori veneti. La manifestazione vuole rappresentare una sperimentazione per la realizzazione, pressi gli spazi dell'arsenale, una città permanente dell’Altra Economia sul modello – per esempio -, di quelle di Roma al Testaccio o del PalaPlip a Venezia.

Sul tema esiste già un proposta progettuale della sezione veronese dell’Istituto di Bioarchitettura per «restituire l’arsenale alla città». Il progetto – commissionato dall’associazione Naturalmente Verona -, prevede la riqualificazione dell’ala est dell’Arsenale e parte dell’area verde ora adibita a parco giochi e campo da calcio, per un totale di circa 26.000 metri quadrati. «Questi spazi sono stati scelti per la versatilità che presentano – spiega Cristiana Rossetti, presidente dell’Inbar di Verona -. Sono i più adatti ad essere adibiti ad una cittadella di questo tipo, anche in virtù del loro impianto planimetrico. Gli spazi all’entrata dell’Arsenale - Padiglione di Comando -, decisamente aulici, di epoca asburgica, appartengono infatti concettualmente all’area di Castelvecchio e con quella potrebbero avere una futura connessione».

Il progetto si ispira ai valori dell’economia solidale e ad uno stile di vita in cui la solidarietà e i valori sono al centro. «Sul modello del Palaplip di Venezia, la città dell’Altra Economia – spiegano Elena Confente e Massimo Pacini dell’Inbar di Verona – darebbe spazio alle associazioni, allo sport, al mercato equo solidale, agli incontri ma anche alla socializzazione semplice della gente comune, famiglie, bambini, ragazzi e anziani».

L’intervento progettuale comprende 6 aree:

1- area coperta per bambini e/o ragazzi

2- area per le attività sportive

3- Area per gli uffici delle associazioni

4- Area per gli incontri

5- Area ristorazione e bar

6- Area mercato coperto

Gli edifici recuperati sono inseriti tra aree verdi che verranno riqualificate per diventare vivibili ed usufruibili da tutti, in maniera che le persone si soffermino e possano godere degli spazi all’aperto, socializzando in un ambiente piacevole.

Obiettivo ultimo del progetto dei bioarchitetti, è quello di restituire gli spazi dell’Arsenale ai cittadini, alle famiglie e alle associazioni che promuovano progetti rispettosi dell’uomo e l’ambiente, quindi uno stile di vita sostenibile e dignitoso per tutti. «Sarà un intervento per dare vita a questi luoghi aprendoli alla città – spiegano Francesca Rebesani e Paolo Masiero dell’Inbar di Verona -, affinché chiunque si senta in armonia con lo spirito della cittadella. Diverranno spazi condivisibili da tutti in cui essere a proprio agio in un parco pubblico ben progettato, con tanti servizi per il tempo libero. Il tipo di intervento sarà perciò perfettamente allineato agli obiettivi progettuali». «La Bioarchitettura è intesa come sostenibilità ambientale, presuppone la scelta di manovalanza locale, sistemi e materiali tradizionali a basso impatto energetico, nel nostro caso della tradizione veronese – conclude Cristiana Rossetti -, il tutto tenendo conto dei vincoli della Soprintendenza che ne tutela il valore storico».

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