Il vento cambia anche a Verona: 5000 "No" al Traforo, nel referendum autogestito

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Grande successo della consultazione dimostrativa e ufficiosa contro il traforo delle Torricelle, il “quinto” quesito referendario che ieri, in un solo seggio “volante” organizzato dal Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle in Piazza Bra dalle 11 alle 19, ha visto la partecipazione di ben 5.103 cittadini.

Una dimostrazione di affetto e di senso civico straordinaria e colorata, secondo gli organizzatori, che ha toccato punte di commozione come nel caso di un'anziana invalida venuta a votare su una carrozzella motorizzata spiegando che “la mia casa di Quinzano verrà abbattuta a causa del traforo. Io ci sono nata lì dentro... perciò sono voluta venire. Ho fatto via Mameli, il ponte, via Carducci ed eccomi qua”.

In molti ci hanno detto "io ho votato questa amministrazione, ma son qua perché sul traforo non sono d'accordo".

Secondo Alberto Sperotto, presidente del comitato, “questo risultato rappresenta, di fatto, una sfiducia a come l'amministrazione ha affrontato fino ad ora l'argomento del traforo continuando a non coinvolgere la cittadinanza su una scelta che modificherà irreversibilmente il futuro della città. Tutte queste persone, che ancora una volta hanno risposto numerose al nostro appello, testimoniano uno straordinario senso di responsabilità che l'amministrazione comunale non può continuare ad ignorare. Ora che il sindaco si è lasciato sfuggire l'occasione di fare il referendum a costo zero accorpandolo con la consultazione nazionale, (accorpamento che a  Milano ha fatto risparmiare centinaia di migliaia di euro), non potrà lamentarsi il prossimo autunno, quando il referendum sul Traforo si svolgerà per davvero, visto e considerato che la commissione sanitaria è già stata dichiarata ufficialmente non imparziale.

Nel frattempo – conclude Sperotto – in rispetto di tutte queste migliaia di persone, il Comitato si asterrà per il momento dallo scrutinio delle schede, ma le consegnerà tutte a Palazzo Barbieri affinché a farlo sia proprio l'amministrazione che nega la democrazia in città. Abbiamo già chiesto un appuntamento con sindaco, siamo sicuri che a questo punto non possa più ignorarci. Il vento sta cambiando, anche a Verona”.

[foto di Antonella Iovino dal blog di Verona In]

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