I primi effetti di Veneto City

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Nemmeno il tempo di apporre la firma in calce alla bozza di accordo di programma [vedi qui], che l’operazione Veneto City produce le prime metastasi. E’ infatti di ieri la notizia che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato un’altra volta la proroga per quanto riguarda lo stato di emergenza traffico nella zona di Mestre; ora si tratta di qualche giorno ma sicuramente arriverà anche la conseguente ordinanza della protezione Civile con la quale sarà riconfermato per l’ennesima volta l’onnipresente Silvano Vernizzi alla carica di Commissario al Passante [sulla gestione commissariale del passante vedi qui].

In apparenza tutto sembra dovuto ad un problema di comunicazione tra il presidente Luca Zaia e il governo, visto che da quando 2 anni fa è stato aperto il Passante è aumentato l’inquinamento atmosferico, ma indubbiamente le code in tangenziale sono quasi sparite. In realtà una «emergenza» c’è ancora: dopo l’accordo sul polo regionale del terziario avanzato, è necessario costruire «presto e bene» anche il nuovo casello di Albarea, un’opera vitale per portare linfa vitale  al tumore Veneto City.

Un’opera dal costo di 30 milioni di euro che pagheranno i cittadini con le tasse e con i pedaggi, a ma i cui benefici andranno ad esclusivo vantaggio dell’Ing. Endrizzi e soci, visto che sicuramente a causa di una svista, nell'accordo di programma relativo a Veneto City questo onere risulta a carico del pubblico [Cav: la società mista Anas e Regione Veneto] e non dei proponenti.

 

Il casello di Albarea è il primo effetto indotto dalla partenza di Veneto City al quale seguiranno, malgrado le rassicurazioni del sindaco di Dolo, la Romea Commerciale e la Camionabile.

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