Motorcity: l'altro mostro in arrivo sul Veneto

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Il 7 luglio è il giorno della verità per un altra «grande opera» che incombe sul Veneto: quel giorno il Tribunale amministrativo regionale dovrà infatti decidere in merito ai ricorsi presentati da Legambiente e dalla Provincia di Mantova contro la realizzazione del progetto «Motorcity».

Il progetto “Motorcity”, come è noto prevede la realizzazione di un autodromo nei comuni di Vigasio e Trevenzuolo in provincia di Verona e di una serie di strutture complementari ed accessorie che interesseranno una superficie di 450 ettari.

Il nuovo mostro che dovrebbe sorgere nella pianura della bassa veronese ai confini con il mantovano comprendente:
•    autodromo e kartodromo con un circuito di circa 6.200 metri di sviluppo e dimensionato per ospitare fino ad un massimo di 130mila spettatori;
•    shopping center a supporto dei flussi turistici, con una superficie coperta di 370mila mq ed una superficie di vendita di più di 190mila mq;
•    parco tematico, ossia un parco divertimenti di 335mila mq;
•    strutture alberghiere, consistenti in un hotel a 5 stelle per 10 piani d’altezza e un hotel a 4 stelle di 11 piani d’altezza per un totale di 1.100 stanze;
•    polo tecnologico, occupante una superficie territoriale di 494.200 mq;
•    comparto residenziale, occupante una superficie territoriale di 242.500 mq;
•    nuova strada extraurbana di collegamento fra il futuro casello di Vigasio e la futura strada “Nuova mediana”, da Nogarole Rocca a Isola della Scala;
•    un impianto di depurazione a servizio del comparto del Motorcity con capacità di trattamento complessiva di 17.000 abitanti equivalenti.

Il ricorso di Legambiente è motivato da una serie di errori e di mancate garanzie previste dalla procedura come la mancata partecipazione alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale di tutti i Comuni e le Province interessati al giudizio di compatibilità ambientale e il fatto che il parere di compatibilità ambientale è stato espresso dalla Regione sulla base del progetto preliminare e non invece sulla base del progetto definitivo. C'è poi da rilevare, fanno notare gli ambientalisti, «un difetto di istruttoria per la mancata sottoposizione al giudizio di Via di opere poste quale presupposto per la realizzazione del Motorcity come ad esempio la realizzazione di un nuovo casello autostradale lungo la A22 in Comune di Vigasio e la realizzazione della nuova strada provinciale nel comune di Trevenzuolo.

«Tutti gli amministratori pubblici a parole sembrano convenire sulla necessità di porre un freno alle disastrose conseguenze sociali ed ambientali dei meccanismi della speculazione immobiliare – argomenta Michele Bertucco presidente regionale di Legambiente -, meccanismi che non sembrano avere più alcuna diretta relazione in Veneto con l’effettivo fabbisogno espresso dalla domanda abitativa, dalle esigenze del terziario e dalla produzione industriale. Ora la situazione, “il clima”, sembrano cambiati. Ci si rende conto che la politica dello sviluppo sfrenato, senza regole, si dimostra in realtà controproducente: l’occupazione oltre ad un certo limite non cresce in assoluto, ma solo facendo chiudere altri centri e aggravando la crisi dei negozi di vicinato; le costruzioni immobiliari non hanno un mercato infinito, e rischiano di rimanere invendute, in decadimento dopo aver consumato inutilmente il territorio».

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