«Bene la nomina dell’architetto Mainardi a Commissario per l’Alta Capacità Ferroviaria Venezia – Trieste. Sono certo che saprà dare all’opera la celerità che serve alle nostre comunità». L'assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso è felice: la sua manovra di commissariare la contestatissima tratta Venezia – Trieste è andata in porto.
A rilevare la tragica coincidenza tra le procedure manu militari in Val di Susa e la nomina di Bortolo Mainardi come commissario straordinario alla Tav nordestina è Ilario Simonaggio della Cgil trasporti: «nel momento in cui si procede, nei modi e forme che vediamo in Val Susa, questa è una straordinaria coincidenza, la nomina continua di commissari straordinari per ogni opera infrastrutturale è diventato un pericoloso espediente governativo per realizzare opere invise alla popolazione, dove è forte la contrarietà delle Istituzioni locali e delle associazioni di rappresentanza, dove si vuole realizzare una opera impattante e tecnicamente poco giustificabile».
«Gli ambientalisti sono il nostro muro di Berlino, in quanto ostacolo al libero svilupparsi delle infrastrutture» così si espresse Mainardi, di Lorenzago [Bl] come il ministro Tremonti, nel 2005 in una intervista al settimanale L'Espresso. Il neo commissario è consigliere d'amministrazione dell'Anas ed ha ricoperto la carica di «commissario straordinario per la realizzazione delle infrastrutture strategiche per Trentino Alto Adige-Veneto-Friuli Venezia Giulia» su indicazione del ministro Pietro Lunardi. Venne poi, nel 2006, licenziato dal ministro Di Pietro.
Chisso plaude alla scelta governativa citando esplicitamente il precedente del passante di Mestre [vedi qui]- «il commissario ci darà una mano ad uscire dalla spirale, così come è stato per il Passante di Mestre, e ci permetterà di fare bene e prima» - su cui la Corte dei Conti si espresse così: «si rappresenta il timore che il sistematico ricorso a provvedimenti di natura emergenziale, celando l'assenza di adeguate strategie di intervento per la soluzione radicale del problema, si risolva in una sistematica ed allarmante disapplicazione delle norme del codice degli appalti»
Risulta particolarmente appetibile per i soggetti economici- ma disastrosa per le casse pubbliche - la scelta dell'assessore Chisso di indicare la linea litoranea che da Tessera prevede il passaggio della linea prima verso nord aggirando Altino per poi curvare nuovamente verso sud verso il litorale adriatico, un percorso allungato del 10 per cento rispetto alla versione adiacente all'autostrada e che necessiterebbe di ingenti lavori di sbancamento e movimento terra con la costruzione di una vera e propria muraglia di cemento.
Sul paventato utilizzo del project financing, sbandierato dall'associazione industriali, per il finanziamento dell'opera Simonaggio è chiaro: «queste opere si fanno con soldi pubblici perché i privati non trovano motivi di convenienza capitalistica. Questa storia si è ben conosciuta e applicata con la costruzione di tutti i lotti della attuale rete nazionale Torino – Milano – Roma – Salerno. Inoltre i tagli recenti del capitolo infrastrutture ferroviarie hanno fatto pagare già ora un prezzo altissimo al servizio con la riduzione significativa di nuovi treni, minore manutenzione straordinaria della rete ferroviaria, rinvio o riduzione significativa degli investimenti, calo degli standard di sicurezza».
«Serve conquistare il consenso di tutta la popolazione e non solo dei comitati d’affari che ruotano attorno al guadagno legato alla realizzazione della infrastruttura – ricorda Simonaggio -, bisogna quindi convincere con dati e fatti percepiti e misurabili sul paradigma costi/benefici che si desidera realizzare un altro modello di sviluppo. I costi economici e sociali diventano sostenibili se le tratte realizzate permettono di misurare un deciso cambio di strategia pianificata del settore trasporti. Più treni circolanti, maggiore intermodalità, copertura ferroviaria dei segmenti di attività superiori al centinaio di chilometri, più velocità commerciale e maggiore copertura del servizio, minore smog e danni alla salute. Per fare questo è indispensabile spostare le risorse verso il trasporto ferroviario offrendo una valida alternativa alle imprese. In definitiva serve una diversa politica per il settore trasporti di quella praticata sinora».
I No Tav nordestini si sono dati appuntamento Giovedì 7 luglio alle ore 21,00
presso sala Villa Dora, San Giorgio di Nogaro (UD) per un convegno informativo sulla Tav a nordest
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