L'autostrada che si mangerà il Tagliamento e la pedemonta friulana

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Sarà una grande festa quella che si terrà domenica 4 settembre dalle 15 fino a sera a Pontaiba, presso Colle di Pinzano al Tagliamento, proprio alla confluenza tra l’Arzino e il Tagliamento. Un grande concerto organizzato da radio Onde furlane e dal comitato Arca con la partecipazione gratuita e convinta del meglio della musica friulana. Una festa per salvare un fiume ed evitare uno scempio: quello dell'autostrada Gemona - Sequals, un nastro d'asfalto di sessanta chilometri che «sfiora l’ambito del colle di San Zenone, entra nel delicato e fragile anfiteatro collinare di Pinzano dove incide profondamente il sistema con una teoria ininterrotta di viadotti, tratti in trincea e in galleria, passa sopra un’area archeologica, sfiora una decina di centri abitati e borgate, occupa aree di espansione del Tagliamento, entra in area SIC e in una riserva naturale, attraversa più volte la linea ferroviaria, occupa territori sottoposti a riordino fondiario, occupa un’area di espansione industriale» [documenti Legambiente].

In queste settimane si sta concludendo la fase di assegnazione della progettazione, costruzione e gestione in project financing dell’infrastruttura, che verrebbe a convogliare il traffico, soprattutto pesante, della Pedemontana veneta [in costruzione] in direzione dell’Austria.

«Nel 2003 la Regione Fvg emette una delibera relativa alla continuazione della Cimpello–Sequals fino a Gemona - ricostruisce il comitato Arca -, il documento presenta numerosi vincoli per tutelare il paesaggio e per minimizzare l'impatto ambientale. Uno di questi requisiti è che il tracciato coincida il più possibile con quello di strade già esistenti». Ma all'originale progettazione, per motivi di ordine economico, si sovrappone un'autostrada a pagamento, costruita in project financing [i privati anticipano i soldi e rientrano dai pedaggi vedi qui] che in questo caso vedono come protagonisti Autovie Venete, Impregilo e Rizzani De Eccher. «Tra Pordenone (Cimpello) e Sequals, sul tratto di pianura, è già stata costruita una superstrada, mentre ora si vorrebbe costruire il tratto tra Sequals e Gemona, in area di montagna, che avrebbe un fortissimo impatto ambientale e verrebbe a costare molto per le opere necessarie (gallerie e viadotti) - scrive  Andrea Wehrenfennig [vedi qui]».

«Tra la gamma di elementi che possono determinare condizioni "peggiorative" rispetto alle ipotesi adottate a base della
proposta - leggiamo nell'allegato sulla fattibilità finanziaria dell'opera -  si è ritenuto di considerare i rischi connessi alla costruzione, alla gestione e manutenzione, al finanziamento, al traffico ed. infine, i casi di c.d. forza maggiore. Tra questi, alcuni potrebbero generare, a determinate condizioni, significative variazioni dei risultati finanziari e, conseguentemente, la necessità di allocare il relativo rischio anche in capo al soggetto pubblico cui la "Proposta" si rivolge». Tradotto: se i soldi ci tornano sotto forma di pedaggi [cioè i cittadini], e con un tasso di aumento del traffico del 2 per cento annuo, bene, altrimenti ci copre la Regione [cioè i cittadini].

«Rischio d'impresa» dev'essere considerato «out» nella new-new economy delle grandi opere, della grande finanza e delle collusioni tra poteri pubblici e privati. Tra le sorprese che incontriamo informandoci su questa ennesima opera c'è questa: si vuole trasformare in autostrada a pedaggio l’intero tratto tra Cimpello e Gemona, ultimata con soldi pubblici nel 1999 e di libero utilizzo per tutti: da domani diverrà una strada privatizzata [ma garantita dalle risorse pubbliche].

Di certo rimane la distruzione di un ecosistema, quello del medio Tagliamento e della pedemontana friulana, ancora integro, un opera a pedaggio che non servirà ai cittadini dei paesi attraversati e una grande business per i soliti noti. Tutti ottimi motivi per trovarsi domenica 4 settembre sui prati di Pinzano.

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