In principio abbiamo sentito il Presidente di Agsm Paternoster (nonché segretario provinciale di un partito…), affermare che l’inceneritore di Verona era “l’inceneritore de noantri”, fatto e calcolato cioè per soddisfare le esigenze di smaltimento dei veronesi. Poi, poco a poco, sollecitati dalle ragionevoli osservazioni dei vari esponenti dei comitati,peraltro suffragate da pareri di persone di assoluta competenza, era stato ammesso che sì, forse qualche rifiuto di Vicenza, essendo l’impianto di “bacino” avremmo dovuto bruciarlo…Insomma, pare proprio che ci siano ottimi motivi per cui sospettare che i “nostri” non ce la raccontino giusta, anche se molti cittadini veronesi, essendo “diversamente informati” , faticano a rendersi conto della reale portata del problema inceneritore a Verona.
Un esempio sta’ proprio nei numeri : in più occasioni i cittadini dei comitati che osteggiano l’inceneritore in favore di soluzioni più economiche e meno inquinanti avevano ribadito che i calcoli fatti su una quantità di 190.000 tonnellate anno erano assolutamente privi di fondamento, soprattutto in una prospettiva di un sempre maggiore ricorso alla raccolta differenziata. Ora scopriamo grazie al Comitato Salute Verona che, proprio AMIA ,ha diffuso ieri la notizia che a Verona la raccolta indifferenziata (quella da cui si ricava il combustibile per l’inceneritore) è diminuita nei primi sei mesi dell’ anno, rispetto al 2010, del 15% e si stima che alla fine dell’anno la quantità di secco non riciclabile che il comune produrrà sarà di 70 mila tonnellate/anno (l’anno scorso è stata di quasi 80 mila tonnellate/anno).
Quindi, se la matematica non è un’opinione, dovremo “importare” materiale da bruciare per 120.000 tonnellate / anno: i vicentini dovranno decisamente darsi da fare per aiutarci…Teniamo conto poi che chi ha vinto l’appalto PRETENDERA’PER 25 ANNI, come stabilito nella gara, che la quantità venga GARANTITA per poter continuare ad alimentare i forni. Il risultato quale sarà ?
Sarà impossibile, o meglio inutile e costoso, aumentare la raccolta differenziata in quanto, in ogni caso, chi gestisce l’impianto dovrà essere remunerato “al minimo” per la quantità prevista in appalto. Non male come rischio d’impresa : quantità e quindi remunerazione garantite per 25 anni!
Il cittadino, in cambio, non solo si troverà un industria insalubre a 5 km dall’arena, non solo si respirerà fumi di rifiuti provenienti da tutto il Veneto e delle centinaia di autotreni che li trasporteranno, ma non potrà mai vedere diminuire la sua tariffa perchè, per il meccanismo di cui sopra, saranno inutili i suoi sforzi nella differenziazione.In questo, si badi bene, verranno trascinati tutti i comuni della provincia.
Perché quindi l’amministrazione veronese, di cui AGSM è la controllata al 100%, si ostina a voler imporre un impianto del genere ai polmoni e al portafoglio dei cittadini veronesi ? Business is Business ?
E’ lecito per una società interamente pubblica capitanata da “boiardi di stato” veronese proprio come quelli che la Lega di lotta e di governo aveva lungamente osteggiato nel passato ? Di sicuro avremo un ruolo importante per la nostra regione: saremo la “pattumiera” del Veneto e… oltre!
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Si dimentica che l'inceneritore dovrebbe servire la Provincia. La quale ad oggi produce (2010) 162.000 t di rifiuto indifferenziato e, a parità di cittadini e rifiuti pro-capite, ne produrrebbe circa 125.000 con una Raccolta differenziata media provinciale del 65% (secondo obiettivi di legge). Quindi questo è il numero dal quale partire. Dopo di che, maggiore RD (almeno 75%) e minore produzione di rifiuti, è quanto meno auspicabile. Così come si dovrebbe ragionare su nuovi sistemi di recupero di quote di indifferenziato, come, tra i tanti, il sistema del Centro Riciclo di Vedelago. Smettendo però di raccontare la favoletta del 100% di recupero, a tutto vantaggio delle tasche di questi privati. Certamente virtuosi ma anche molto bravi nel marketing a quanto pare...