Puntare sulla filiera corta dell'energia. Gli ordini professionali del Veneto dicono la loro

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Il dibattito sul piano energetico regionale [vedi qui] è in corso. Gli ordini professionali dicono la loro indicando la necessità di operare scelte basate sulla  filiera corat della produzione energetica. Pubblichiamo di seguito un interessante report [pubblicato da Energheia] del recente convegno [qui] sul tema.

I rappresentanti degli ordini professionali che operano nel settore delle rinnovabili e la Regione Veneto si sono riuniti ieri per discutere sul ruolo delle fonti di energia rinnovabile nell'ottica del Piano Energetico Regionale.

Al convegno “Verso il Piano Energetico regionale: il ruolo della bioenergia” organizzato dalla Provincia di Vicenza con l’Associazione TECNAMB, i professionisti del territorio si sono confrontati con le istituzioni per apportare il loro contributo al documento che sarà «presentato in Giunta Regionale entro la fine del 2011», come ribadito da Fabio Fior, responsabile Unità di Progetto Energia della Regione.

Da più voci è emersa la convinzione che l’ente pubblico ha il compito di equilibrare la produzione energetica con la vocazione dei territori, tenendo conto di una prospettiva di lungo periodo e dell’intero ciclo di vita della produzione energetica.

Tra i dati esposti, è emerso come nel potenziale energetico regionale al 2020 le biomasse e il biogas raggiungono l’80 per cento della produzione da FER, con una predisposizione naturale alla filiera corta. In questo contesto un ruolo da protagonista spetta al legno, con importanti giacimenti non solo boschivi, ma soprattutto nelle lavorazioni residue del legno, nella raccolta differenziata  e nella manutenzione dei frutteti, dei fiumi e delle strade, come ha spiegato Giustino Mezzalira di Veneto Agricoltura.

Biomasse, ma soprattutto biogas, il cui comparto con i nuovi sistemi incentivanti oggi dà lavoro a più di 8 mila persone in Veneto. Anche per questo «vogliamo fare in modo che gli incentivi vadano agli agricoltori» ha sottolineato Marino Berton, Presidente AIEL. Un'intenzione condivisa anche dal presidente della Coldiretti vicentina Diego Meggiolaro, che ha sottolineato la necessità di «privilegiare gli impianti a dimensione aziendale».

Non sono mancate, però, le critiche. Soprattutto chi opera nella progettazione ha sollevato il problema del malfunzionamento dei finanziamenti regionali all'innovazione, problema che bloccherebbe la ricerca con troppe difficoltà burocratiche.

Infine, in una panoramica sul mix energetico regionale, Fabio Fior ha ribadito l'intenzione di proseguire e investire sull'energia termica, vista la sua particolarità di dover essere consumata in un raggio ristretto. Dunque, permetterebbe di raggiungere gli obiettivi nazionali che fanno riferimento al "consumo" di energia da fonti rinnovabili e non alla "produzione". Tra i prossimi obiettivi regionali ci sarebbe anche la volontà di sensibilizzare la popolazione a richiedere contratti energetici con forniture da FER.

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