Centri commerciali e consumo del territorio nell'Isontino

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Negli ultimi mesi l’Isontino si trova ad affrontare due casi esemplari. La creazione di un enorme parco commerciale a Villesse, attorno al già grandissimo mobilificio Ikea e la previsione di un nuovo centro commerciale a Begliano in Comune di San Canzian. Aldilà delle dimensioni molto diverse dei due interventi vi sono almeno tre caratteristiche comuni che saltano all’occhio:

1. l’inutilità di nuove aree commerciali in un territorio – come la pianura isontina e le zone limitrofe – già saturo di grandi esercizi commerciali;
2. l’urbanizzazione e quindi il consumo irreversibile di aree agricole di pregio;
3. la lotta tra comuni vicini per accaparrarsi i benefici economici dei mega-centri.

In comune di Villesse - da quanto si legge sui giornali - sembra che l’idea sia quella di realizzare nell’area dell’Ikea ulteriori 57.mila metri quadri di superficie di vendita, concentrando sia nuove realtà sia attività commerciali già presenti nei comuni vicini, spostandole semplicemente nel nuovo polo: si accenna a un ipermercato e a un negozio di elettrodomestici ed elettronica di Gradisca interessati al trasferimento (“Gradisca rischia di regalare a Villesse l’Ipercoop e la Sme” Il Piccolo 04/08/2011). Cosa ne sarà dei vecchi capannoni? Uno forse sarà declassato a magazzino, altri probabilmente rimarranno vuoti, perché non ci sarà chi è disposto ad investirvi risorse con a pochi chilometri un micidiale concorrente. Al contempo le nuove edificazioni – al confine tra Villesse e Romans - andrebbero a interessare un’area agricola che si estende fino a ridosso del fiume Torre. Dal punto di vista del WWF è un’operazione sbagliata, che non dà risposte alle reali esigenze delle popolazioni della zona (i posti di lavoro creati saranno tolti al commercio tradizionale e ai centri commerciali più piccoli), innesca pesanti squilibri tra i paesi limitrofi, aumenta il traffico e produce un inestimabile danno al paesaggio e al suolo fertile della pianura isontina.

Il progetto di centro commerciale a San Canzian d’Isonzo è di dimensioni minori, ma ripropone problemi analoghi: in un’area a vocazione agricola si vorrebbero realizzare delle superfici di vendita da destinare ad alimentari, elettronica, ecc. (ma le tipologie commerciali le deciderà il mercato), oltre all’espansione dell’esistente agraria “Mondo Fiorito”. Fatte salve le esigenze di ampliamento dell’agraria, sulle quali pensiamo si possano trovare delle soluzioni ragionevoli, le altre tipologie di negozi previste sono già presenti in numerosi centri commerciali posti a brevissima distanza, da un lato a Ronchi e Monfalcone, dall’altro a Fiumicello e Cervignano, senza contare un grande supermercato in via di ultimazione a Fogliano.
Tutte fuori dai confini comunali, quindi l’amministrazione di San Canzian non ne ricava diretto beneficio: come afferma su “II Piccolo” del 30/09 l’Assessore comunale ai Lavori Pubblici, l’ICI che il Comune incasserà grazie al centro commerciale servirà per mantenere servizi essenziali, minacciati dai tagli. Il meccanismo è perverso: chi difende la qualità del territorio viene penalizzato, mentre i Comuni che lasciano costruire centri commerciali, aree industriali e artigianali, edilizia residenziale diffusa, vengono premiati dall’ICI e da oneri di urbanizzazione!

Il WWF, con le altre associazioni che si oppongono alla realizzazione del Centro commerciale, chiede invece all'Amministrazione comunale di rilanciare i negozi di prossimità con interventi di valorizzazione dei paesi, promuovere l’agricoltura locale, offrendo ai piccoli produttori possibilità di vendita diretta o filiera breve, anche con piccole fiere di paese, e porre attenzione alle aree naturalistiche che possono innestare un turismo di nicchia legato al territorio.
Queste proposte potrebbero sposarsi perfettamente con tutto il comune di San Canzian, in particolar modo con la piccola frazione di Isola Morosini e con l'area agricola compresa tra San Canzian, Begliano e Pieris.



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