Lettera aperta di Ambiente Venezia in occasione di un convegno annullato [per fortuna]

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Apprendiamo che il Ministro Brunetta ha fatto annullare la Conferenza Internazionale che lui stesso aveva sponsorizzato e voluto "Il Futuro di Venezia e la sua Laguna nel contesto dei cambiamenti globali" organizzata dall'Ufficio Unesco a Venezia, in partnership col Comune di Venezia e in collaborazione con la Venice International University (VIU).

Speriamo che l’Unesco dopo questa sgradita sorpresa  decida di organizzare il prossimo anno lo stesso convegno coinvolgendo davvero tutto il mondo scientifico e coinvolgendo anche il vasto e variegato mondo dell’associazionismo ambientalista veneziano che da anni rivendica un ruolo di cittadinanza attiva nelle scelte che decideranno il futuro della città e dell’ambiente lagunare in cui viviamo.

Il tutto per far si che si realizzi davvero quanto era scritto nel programma del Convegno dall’Unesco: ” La Conferenza sarà incentrata sulla valutazione della situazione attuale di Venezia e Laguna per sviluppare una “visione condivisa” per il futuro. Questa visione è destinata ad aiutare e guidare il processo decisionale e permettere una gestione sostenibile delle aree costiere e lagunari …….Unesco funge da intermediario neutrale e presenta una piattaforma per il dibattito sul futuro di Venezia”.

A dir la sincera verità, a nostro avviso, il convegno  che era stato organizzato aveva delle caratteristiche che non ci piacevano per niente e che elenchiamo:

La prima giornata - di presentazione – si doveva tenere a Ca' Giustinian ed era aperta al pubblico ma le giornate del 14 e 15 Novembre che dovevano tenersi presso la Venice International University all'Isola di San Servolo erano del tutto chiuse alla popolazione cittadina e al mondo associazionistico in quanto veniva imposta una tassa d’iscrizione estremamente esosa (100euro per studenti e  300 euro per gli altri).

Il dibattito e le decisioni sulla città  avrebbero continuato ad avvenire sempre altrove, sia fuori dagli ambiti istituzionalmente preposti, sia lontano dai cittadini … e per chi avesse voluto solo sentire, avrebbe dovuto pagare profumatamente. Che la pesante gabella (studenti 100euro – per altri 300 euro) per partecipare fosse il tentativo di scoraggiare, selezionare l’eventuale pubblico ed  evitare ogni confronto con i cittadini?

Il convegno era stato commissionato all’Unesco dal Governo e dal ministro Brunetta, a sostegno, della sua riforma della legge speciale e visto che tra Comitato Scientifico e i relatori comparivano tutti i tecnici vicini a quel Consorzio di imprese private (C.V.N.) che ormai da anni ha commissariato la città ed ha il monopolio delle discutibili opere in Laguna (M.O.S.E, finte barene, studi, ricerche, comunicazione, …. per la salvaguardia dalle acque alte, e degli interventi di “ripristino ambientale”)

…….. Ci chiediamo se l’Unesco sarebbe stato veramente intermediario neutrale come dichiara di essere?

Rarissimi (o quasi del tutto esclusi) i relatori veramente indipendenti che erano previsti!

Se l’Unesco deciderà di fare più avanti lo stesso convegno scientifico gli chiediamo di prendere in considerazione gli studi come quelli di Principia, di Paolo Pirazzoli, e di altri che hanno posto in questi anni seri dubbi e precise domande alle quali il Magistrato alle Acque ed il Consorzio Venezia Nuova non hanno mai risposto con dati scientifici e non hanno mai accettato un confronto scientifico pubblico.

Vogliamo chiudere con un consiglio  a chi curerà eventualmente la comunicazione i manifesti che affiggerete a Venezia invece che scriverli in inglese, scriveteli in italiano  (oppure fateli bilingui) lo stesso vale anche per il programma del Convegno nel sito dell’Unesco di Venezia  (scritto esclusivamente in inglese).

Non si riesce altrimenti a capire con chi volevate comunicare; con i cittadini veneziani o con i turisti anglofoni di passaggio?


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