Primarie a Gorizia. Buon risultato per l'indomito Bellavite

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Hanno votato in 1650 per le primarie al Comune di Gorizia che dovevano portare ad avere un candidato sindaco nel centro sinistra. Una buona partecipazione tenendo conto anche del fatto che erano ben 4 i candidati a contendersi il ruolo.

Ha vinto, come ci si poteva aspettare Giuseppe Cingolani, del Pd appoggiato anche dalla Slovenska Skupnost, con il 52% dei consensi (851 voti). Al secondo posto si è piazzato Andrea Bellavite, sostenuto dalla Federazione della Sinistra e dal Forum per Gorizia, con 566 voti, circa il 35%. Paolo Del Ponte, candidato di Sel ha ottenuto il 7% (117 voti) e Mauro Valentinsig dell’IdV il 6% con 98 voti.

Cingolani è il segretario locale del Pd, non troppo gradito da una minoranza interna ma capace di smuovere un apparato di partito non indebolito. La sua vittoria è anche frutto di un capillare intervento casa per casa, convincendo il mondo che attorno al centro sinistra sta cercando un riscatto.

Ma la Gorizia politicamente più attiva, nei movimenti, nei problemi sociali e politici di una città piegata da 5 anni di centro destra fallimentare, si è aggregata attorno al candidato del Forum e della Federazione. Andrea Bellavite era un sacerdote fino a quando non venne sospeso a divinis per essersi candidato con la sinistra, giornalista, uomo di frontiera, ex consigliere comunale del Forum per Gorizia e candidato sindaco nel 2007, sempre in prima linea quando si è trattato di contrastare l’apertura dell’allora Cpt ora Cie di Gradisca D’Isonzo, impegnato non solo con il mondo degli immigrati e dei rifugiati ma a mantenere aperto il dialogo e il filo comune con la componente slovena di una città per troppo tempo sinonimo di confine invalicabile.

Secondo Roberto Antonaz, consigliere regionale per la Federazione, il risultato di Bellavite è estremamente positivo:«Magari se fossimo riusciti anche noi a lavorare meglio avremmo ottenuto anche maggiori consensi, in fondo per 300 voti Bellavite non ha vinto ma va bene così». Secondo Antonaz, il fatto importante è che si sia trovata una quadra attorno ad un programma molto avanzato, incentrato soprattutto sulla necessità di riaprire i processi di integrazione con la parte slovena e sulle questioni ambientali:«La destra ha attuato politiche di chiusura – insiste Antonaz – e nel contempo progetta lavori come lo sventramento di una montagna per farci passare un trenino in una cremagliera. Un rischio per il nostro assetto idrogeologico. E poi dobbiamo impedire che si prosegua nel taglio del welfare che la Regione sta applicando scientificamente. Garantire i servizi sociali e affrontare problemi solo apparentemente meno importanti perché non considerati dall’agenda politica come i disagi provocati dall’accorpamento delle scuole. Quello che auspichiamo è una svolta politica e culturale verso sinistra».

Ovviamente Bellavite ha assicurato appoggio a Cingolani con l’obbiettivo di cacciare la destra dal controllo della città ma volendo concordare le modalità e i contenuti su cui convenire e lo stesso si propongono di fare gli altri candidati. Il candidato di Sel, un ex sindacalista e musicista era uscito da Rifondazione con la scissione del 1998, mentre del candidato IdV si conosce il suo lavoro come insegnante di inglese.

Tra gli elementi che hanno caratterizzato il voto a Bellavite, i tanti e le tante cittadini migranti e rifugiati che non potranno per ora decidere chi sarà il proprio sindaco, ma hanno già di fatto espresso il proprio candidato. Un dato limitato per trarne un elemento di macro analisi ma che induce a fare un ragionamento: laddove la Federazione si ritrova attorno a contenuti chiari con le forze più vitali di un territorio, i sondaggi poco contano e ancor meno dà risultati il rinchiudersi nella propria lista.

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