«No alla vendita dell'area naturalistica di Vallevecchia, gli ultimi cinque chilometri di spiaggia naturale rimasti intatti sull'Adriatico». E' la presa di posizione illustrata da Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale della Federazione della sinistra [Fds], in una interrogazione alla giunta regionale.
L'ipotesi è quella di alienare l'area naturalistica con gli annessi 900 ettari di pineta, zona umida e terreni bonificati in cambio di «un'entrata irrilevante per il bilancio della Regione veneto e un pessimo affare per i veneti».
«Il corrispettivo previsto per la cessione dell'area - spiega Pettenò - sembra ammontare a 24 milioni di euro, un prezzo insolitamente "conveniente" per un'area così ambita negli scorsi anni da quanti intendevano trasformarla in spiaggia attrezzata con relativa darsena. Inoltre Vallevecchia ha già beneficiato di fondi pubblici vincolati, europei, nazionali e regionali, per oltre 30 milioni di euro, somma che, in caso di alienazione dell'area, dovrebbe essere restituita, aggiungendo oltre alla beffa il danno per la popolazione veneta».
Per Pettenò «ci sono altre proprietà della Regione che possono essere messe sul mercato: la giunta Zaia ritiri quindi ogni proposito di vendita del patrimonio di Vallevecchia, bene comune di tutti i veneti, e preservi da ogni tentativo di speculazione quest'area a protezione speciale, classificata di interesse comunitario».
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