Montagne soffocate: l'italia boccia il protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi

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Bocciato dalla camera dei deputati con una maggioranza risicata di quattro voti il protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi.

Il trattato internazionale ha ricevuto molti riconoscimenti e apprezzamenti quale innovativo strumento di indirizzo per la cooperazione transfrontaliera, «si tratta di un modello per le aree ecologicamente sensibili di tutto il pianeta» ha affermato ad esempio l'assessore della Provincia di Bolzano Michl Laimer». Uno strumento prezioso «affinché non prendano il sopravvento interessi extra-alpini, come quelli a favore di un traffico di transito al di fuori di ogni controllo».

Malgrado il riconoscimento l'Italia ha rinunciato a questo strumento di governo. «L'assurdo è - sostiene Marco Onida, Segretario generale della Convenzione delle Alpi - che da questa situazione non ha da guadagnarci nessuno, nemmeno gli autotrasportatori, che così facendo 'si sparano nei piedi, perché ora diventa molto più difficile per l'Italia opporsi a provvedimenti unilaterali'»

Ma l'Italia non è l'unico esempio negativo di mancata ratifica dei Protocolli: l'anno scorso anche la Svizzera, dalla quale l'Italia assumerà la Presidenza della Convenzione nel 2013, ha respinto la ratifica di tre Protocolli. È necessario un adeguato sostegno finanziario La CIPRA, iniziatrice e osservatrice ufficiale della Convenzione, richiama da tempo l'urgente necessità di intervenire con azioni concrete. Per rendere tangibile lo sviluppo sostenibile, afferma Andreas Götz, direttore della CIPRA Internazionale, è indispensabile, oltre alla volontà politica, disporre di maggiori mezzi finanziari per progetti. "È giunto il momento di passare dalle parole ai fatti".

 

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