Alla lavanderia di Sacile si difende il lavoro

E-mail Stampa PDF

Dal giovedì 16 lavoratori (quasi tutte donne, parte soggetti svantaggiati) stanno presidiando la lavanderia dell’Ospedale di Sacile, per impedire che i camions della ditta Hospital Service di Mozzagrogna (Chieti) effettuino un servizio che non dovrebbe essere realizzato a centinaia di chilometri da qui, ma – come da capitolato d’appalto, oltre che per buon senso – all’interno della lavanderia stessa. Da ieri H.S. dovrebbe svolgere il servizio espletato fino al 15 dal personale della Cooperativa sociale Noncello, una delle prime realtà economiche non solo provinciali, ma nazionali nel campo dell’inserimento lavorativo.

«E’ evidente che c’è qualcosa che non va - sottolinea Bettoli della Legacoop del FVG - e, come al solito, non va innanzitutto “nel manico”. Il capitolato dovrebbe tutelare il personale, ma l’Ass n. 6 di Pordenone non sembra voler imporne all’H.S. l’assunzione. Il servizio dovrebbe essere svolto a Sacile, ma si permette alla ditta di svolgerlo altrove. Questo comportamento omissivo viola le regole stesse che l’Ass, in quanto “stazione appaltante”, si è data».

Quello della lavanderia di Sacile non è un caso isolato. Da mesi emergono situazioni “critiche”. Per le cooperative sociali locali è sempre più difficile acquisire servizi presso l’Ass n. 6, che in un impeto di esterofilia affida servizi a ditte non solo di Chieti, ma anche di Alessandria o Roma: ormai le cooperative sociali locali gestiscono solo una minor partis dei servizi. Visto che questa è una delle province italiane che può vantare una più consistente e qualificata cooperazione sociale, con realtà occupazionali di poco inferiori all’Electrolux, è proprio vero che nemo propheta in patria!

AddThis Social Bookmark Button

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Sito personale:
Titolo:
Commento:
  La frase di verifica. Solo lettere minuscole senza spazi.
Frase di verifica: