Il sacco di Venezia

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Franco Rigosi di Medicina Democratica analizza uno per uno tutti i progetti in corso di realizzazione o di progettazione a Venezia e nella terraferma veneta. Mose, autostrade, centrali, centri commerciali: «Non c’è nessuna motivazione o esigenza sociale a questa valanga di progetti c’è solo il rilancio delle rendite dei terreni con grandi speculazioni» dice Rigosi.

 

Per capire la situazione attuale dei tanti progetti in cantiere nella provincia di Venezia credo che sia necessario tornare un po’ indietro negli anni, quando attorno al 1990 venne bocciato il progetto dell’EXPO a Venezia portato avanti dai socialisti. La difesa del territorio dal saccheggio fu risultato di lotte e confronti duri a livello locale e nazionale. Quella vittoria lasciò poi Venezia fuori dal saccheggio che invece avvenne in gran parte del Veneto nel decennio successivo con capannoni ovunque che invasero Treviso, Padova, Vicenza. Il partito degli affari tornò alla carica 10 anni dopo con Mose e Passante e riuscì a farli passare dividendo le forze di sinistra e ambientaliste e capendo così che  anche a Venezia si poteva ripartire col cosiddetto sviluppo. E i progetti sono arrivati a valanga, molti già approvati e altri ne stanno per essere presentati alle varie commissioni VIA o conferenze ei servizi. Gran parte del progetto Expo 2000 così è stato riproposto a stralci e approvato nelle varie sedi istituzionali.

 

A fronte di questa valanga le nuove leggi per la pianificazione territoriale prevedono i Piani territoriale provinciale e regionale di coordinamento come freno sovracomunale ad uno sviluppo selvaggio. Il guaio è che il piano provinciale passato in giunta fa delle bellissime premesse e poi lascia in pratica libertà di realizzare qualsiasi progetto senza dire dei no. Solo verbalmente il presidente della Provincia ha detto: «Forse dovremo arrivare a dare una priorità agli investimenti a est o a ovest di Mestre, perché realizzarli entrambi subito è forse eccessivo».

Il Piano della Regione è invece più esplicito Galan tutto soddisfatto sul Corriere dice: «Ho chiesto ai miei tecnici di eliminare dal testo finale i termini divieto, limite, vincolo, perché il piano fornirà le linee strategiche per disegnare il nostro futuro nella massima libertà». Naturalmente intendeva libertà del partito degli affari. Infatti subito i costruttori veneti dell’Ance hanno detto: «Aspettiamo con interesse la rapida esecuzione del PTRC che sbloccherebbe  e riqualficherebbe la pianificazione urbanistica veneta».

E per dare un altro segnale Galan vuole anticipare la legge di Berlusconi per gli ampliamenti delle case, il piano casa che favorisce la deregulation per rilanciare l’economia. Inoltre sta preparando un piano paesaggistico regionale secondo cui di fronte a zone ormai deturpate non ha senso mantenere vincoli ed è invece auspicabile un piano di riqualificazione più «libero». Tutta la linea della costa veneziana non aspetta altro per ripartire con la costruzione di megaalberghi sul fronte mare.

 

Non c’è nessuna motivazione o esigenza sociale a questa valanga di progetti c’è solo il rilancio delle rendite dei terreni con grandi speculazioni. Ma entriamo nel dettaglio con una panoramica dei progetti che spaziano dal settore energia, alla logistica, da viabilità-trasporti a edilizia e turismo e vediamoli per fasce concentriche: Venezia, terraferma veneziana, provincia veneziana.

Non parliamo qui dello sviluppo edilizio residenziale in atto come ad es. nella terraferma del comune di Venezia, agli Alberoni del Lido, a Mirano, Iesolo, S. Donà, né delle nuove zone industriali e abitative e commerciali prevedibili ad ogni uscita del Passante e della Pedemontana che intaseranno ancora di più il territorio, ma di progetti presentati o approvati e in fase iniziale o già in via di avanzata realizzazione con gravi impatti sul nostro territorio.

 

ZONA VENEZIA 

  • MOSE autorizzato e lavori ormai al 35 %  del progetto [4,5 miliardi di euro preventivati] con impatto aggiuntivo di megavillaggio per 500 lavoratori a Malamocco e centrale termoelettrica a servizio delle paratoie
  • Nuovo Palazzo del cinema al Lido, autorizzato, iniziati lavori
  • Raddoppio cimitero S. Michele, autorizzato con uso fanghi di canali
  • People mover tra Tronchetto e piazzale Roma : una funivia che costerà 20 milioni per 800 m di percorso. Iniziati lavori. Al Tronchetto sono in corso anche realizzazioni di nuovi megagarage ed è stata progettata una megaofficina , centro manutenzione dei vaporetti dell’ACTV
  • Sublagunare aeroporto - arsenale fase autorizzativa conclusa, si aspettano i fondi. Intanto si pensa già al prolungamento al Lido e poi fino a Chioggia
  • Attracco nuovo per petroliere fuori laguna [bocciato un progetto di terminal, in presentazione un altro]
  • Nuova autorimessa in Marittima in fase finale di autorizzazione
  • Potenziamento del traffico navale da crociera e da navi cerealicole per il business del bioetanolo a Marghera, con ovvio aggravio dell’inquinamento dell’aria
  • Riconversione dell’Arsenale ad officine per il Mose già approvato
  • Darsena Celli per 300 posti barca a S.Elena in via di autorizzazione finale
  • Centrale elettrica al Porto a biomasse da alghe da 50 MW subito e poi un’altra da altri 50 MW se funziona la prima sperimentale; appena presentato il progetto
 

ZONA TERRAFERMA VENEZIANA 

  • Passante autostradale già finito, in via di realizzazione le uscite di Spinea e Martellago

  • Nuova Roveco a Malcontenta per trattamento rifiuti già realizzata
  • Vallone Moranzani con impianti trattamenti rifiuti, megadiscarica, nuova viabilità e regimazione idraulica a Malcontenta in fase finale autorizzativa
  • Trasferimento S.Marco Petroli da Malcontenta a dentro area petrolchimico
  • Autostrada del mare a Malcontenta con piattaforma logistica e attracco contemporaneo per 4 meganavi merci, in fase autorizzativa
  • Terminal Fusina  con 2000 posti auto e bus per arrivi navi da crociera presso l’area Moranzani
  • Realizzazione del PIF progetto integrato Fusina per depurazione acque di Marghera e dintorni con bacino di fitodepurazione in cassa colmata e poi scarico a mare. Gia autorizzato
  • Piattaforma logistica in area Montefibre per 35 ettari
  • A Marghera autorizzato nuovo Cloro soda di Syndial e potenziamento produzione dicloroetano da 100000 a 170000 t/a, autorizzato  potenziamento produzione CVM e PVC per Ineos
  • Nuova centrale turbogas Ineos da 400 MW presentato progetto in VIA nazionale per autorizzazioni
  • Sapio centrale da 7,5 mw autorizzata
  • Raffineria Eni Agip centrale turbogas da 40 MW in fase autorizzativa e ristrutturazione reparto idrocracking  ISO
  • Grandi Molini centrale a biomasse da 27 MW in fase finale autorizzativa
  • Bunge altra centrale a biomasse da 27 Mw in fase finale  autorizzativa
  • Enel in fase di costruzione a Fusina centrale a Idrogeno da 12 MW con utilizzo dell’idrogeno del cloro soda
  • Ampliamento del parco Vega con centro direzionale, commerciale Vega 2, 3, 4 con circa 200.000 mc nuovi di costruzioni
  • Centro Musica in zona ex Agrimont vicina al Vega
  • Ai Pili la nuova porta di Venezia con park per 1200 posti, palasport, acquario, e residenze universitarie accoppiate al Vega
  • Tram a Mestre e Marghera con nuovo ponte a s.Giuliano e sottopassaggio alla stazione
  • Allargamento cantieri Fincantieri in aree verso Venezia per alcuni ettari
  • Aeroporto già approvati nuova darsena, albergo e centro congressi [progetto Gehry], in fase di discussione seconda pista dell’aeroporto
  • Nuovo stadio a Tessera, nuova area attrezzata per megaspettacoli, casinò e area direzionale commerciale per un milione di metri cubi [Marco Polo city] mentre sembra cancellato o almeno rinviato l’aeroterminal di Tessera proposto dai Poletti di 200.000 mc
  • Isola delle Tresse raddoppiata come superfice e innalzata per smaltirvi i fanghi di scavo dei canali industriali. In via di realizzazione

  • SFMR in via di realizzazione, è in pratica la metropolitana di superfice
  • Terza corsia autostrada Venezia Trieste e nuovo casello di Meolo autorizzati. Progetto di nuovo casello ad Alvisopoli e autostrada Portogruaro-Bibione
  • TAV Milano Trieste via aeroporto-Venezia autorizzata in fase di costruzione
  • Nuovo megacentro commerciale Blo a Marghera autorizzato
  • Riassetto via elettricità a Marghera e centro commerciale POS a lato di via fratelli Bandiera
  • Riconversione urbanistica del vecchio ospedale di Mestre con 3 nuovi grattacieli ,in fase attuativa
  • Polo nautico di s.Giuliano nuove darsene per 150 posti a lato del ponte della libertà
 

ZONA LIMITROFA AL VENEZIANO 

  • richiesta di darsene  un po’ ovunque già autorizzate o già in fase costruttiva: Iesolo [due in zona porto]; Isola Verde a Chioggia e Marina city a Chiogga centro; Caorle; Portegrandi e in zona colmata a Mira. Si passerà in Provincia di Venezia da 5000 a 15000 posti barca . Spesso a fianco della darsena sono autorizzati nuovi alberghi
  • centrale turbogas di Cona da 800 MW autorizzata
  • centrale turbogas di Loreo da 800 MW autorizzata
  • riconversione a Carbone della centrale di Porto Tolle da 2000 MW in fase autorizzativa
  • rigasificatore di metano di fronte alle spiagge rodigine in fase di costruzione
  • nuova Romea commerciale, cioè l’ autostrada Venezia Ravenna Orte, in via autorizzativa avanzata costo 9 miliardi di euro
  • nuova strada di 20 km su idrovia Padova-venezia, in progetto
  • Pedemontana di 95 km da Vicenza a Treviso già approvata
  • a Portogruaro Eastgate park , zona artigianale direzionale in fase progettuale
  • a Portogruaro centrale da 7,5 MW a biomassa autorizzata
  • a Noventa di Piave e a Casale sul Sile sono appena aperti e in ampliamento due megaoutlet che porteranno ad un notevole aumento di traffico veicolare in quell’area
  • nella zona del moglianese aleggiano 2 megaprogetti di inceneritori per rifiuti industriali da 250.000 t/anno ciascuno, sono in commissione VIA regionale
  • città della moda a Fiesso con nuovi 200.000 mc in fase progettuale
  • Veneto city a Dolo, una megaarea commerciale,residenziale con 1.750.000 mc di volumi edificabili in fase autorizzativa
 

Un riscontro all’attivismo del partito degli affari nella nostra zona è l’apertura di numerosi nuovi sportelli bancari, che sono i collettori di risorse e i movimentatori di capitali per questi progetti. Bisognerà affrontare urgentemente la problematica del finanziamento dei progetti fatto con fondi pensionistici e bancari, cioè coi nostri risparmi, o con fondi europei CE o fondi dello stato cioè con le nostre tasse. L’utilità sociale non è tra i criteri di investimento della finanza speculativa, per cui bisogna pubblicizzare di più la finanza etica che comincia a muoversi anche in Italia, ad es. Banca Etica.

E’ poi ovvio che non siamo contrari a tutto, ad es tram e SFMR sono urgenti per decongestionare il traffico automobilistico, ma ci interessava mettere in risalto il vero e proprio assalto al territorio e fare ancora a due valutazioni: una sanitaria e una politica.

Tenuto conto che in tutta il Veneto il territorio sotto i 200 m di altezza supera ogni anno i limiti di polveri fini, PM10 [sono ammessi 35 superamenti all’anno, vengono superati tra i 120 e 180 volte a seconda delle città], i limiti  degli IPA sono spesso superati  ed è vicino il superamento di quelli del benzene ; dato che la comunità europea sta riducendo i limiti di questi inquinanti a valori più bassi e noi non stiamo dentro neppure a quelli esistenti, che impatto avrà sull’aria il saccheggio sopra descritto? Per 5 anni circa ci saranno cantieri e costruzioni di strutture, poi ci saranno  gli impianti in funzione  e le strade piene di traffico senza soluzione dei problemi attuali, anzi con ulteriori peggioramenti dato che quasi tutti i progetti implicano movimentazione di persone e merci su strada. Sembra che il problema dell’inquinamento dell’aria e della salute dei cittadini sia stato rimosso, una rimozione collettiva!

E poi l’altro problema sostanziale di fondo. Queste scelte sono state fatte al di fuori di ogni dibattito pubblico , di un confronto democratico con le popolazioni che li subiranno. Sono stati decisi dai capipartito, che spesso sono i referenti reali del partito degli affari. Ma è questo lo sviluppo che vogliamo? Della salute dei nostri polmoni nessuno tiene conto o forse qualcuno pensa solo a quanto renderanno le cure delle malattie polmonari.

Che alternative ci sono a questo concetto di sviluppo su cui sembra concordino tutte le principali forze politiche? Che qualità della vita ci si prospetta o ci resta? E’ ora di discutere e di iniziare ad applicare nella nostra realtà la decrescita teorizzata da Latouche e Pallante. Se siamo ancora in tempo. Intanto ci alleiamo con le poche associazioni, comitati e forze politiche minoritari per:

  • tenere monitorato il territorio
  • fare controinformazione coi nostri mezzi “poveri”
  • cercare di costruire alla svelta una diga contro questi mostri, l’unica vera opera di cui sentiamo l’esigenza immediata. Appoggiando i comitati caso per caso e facendo rete superando localismi, orticelli e divisioni astoriche
  • facendo proposte in positivo come la rete dei comuni che nei nuovi piani regolatori si sono posti l’obiettivo di consumo zero di suolo, la realizzazione del Parco della Laguna, un piano energetico comunale e provinciale che si basi su energie rinnovabili,ecc
 

Per finire vorrei riportare una frase di Ghandi che rispecchia bene la situazione del nostro territorio: La terra è abbastanza grande per soddisfare i bisogni di tutti, ma non l’avidità di ognuno. 

 

Franco Rigosi

Medicina Democratica

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