L'opposizione al commissario [della cricca] del Lido di Venezia

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È una calda serata d’estate. Qualcuno passeggia davanti al mare. Qualcuno si gode l’aria condizionata non sopportando più l’esasperata umidità di questi giorni. Al fresco, ma trattando un tema assai delicato, c’erano anche loro.  Cittadini e relatori riunitisi nella sala consiliare della Municipalità per confrontarsi su un tema molto delicato: il commissariamento del Lido. Dalle 9 fino alle 11 di sera per ascoltare e fare qualche proposta. Per dire che le decisioni dell’isola vanno prese da Istituzioni e cittadini.

 

La situazione ormai è nota. Il Commissario Vincenzo Spaziante è stato incaricato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. I cittadini non sono contenti. Una parte quanto meno. O forse tutti. O magari, una minoranza. Non si sa. Posso immaginare che lo sapremo meglio nei prossimi giorni. Il Lido non ha certo subito un maremoto tale da giustificare un taglio totale di democrazia partecipativa. A quanto ne so io, il Lido non sta subendo invasioni straniere tali da giustificare una “straordinarietà” impellente decisionale. E allora, perché tutta questa fretta? Perché questa poca fiducia nelle istituzioni locali? Perché l’imposizione di questa figura dall’alto? Forse ne abbiamo anche bisogno, però sarebbe stato caruccio che ce l’avessero spiegato. Anzi, che ce l’avessero proposto prima di farlo.

Bastano pochi minuti per entrare nel vivo dell’argomento.  “La competenza di Spaziante è stata allargata da Cacciari su tutta l'isola del Lido e oltre (Certosa)” incalza Sergio Torcinovich, “Questi sono poteri che sorpassano la normale prassi amministrativa, operando come un podestà. Nonostante i superpoteri, entro un anno il nuovo Palazzo del Cinema non ci sarà. Il parco della Favorita verrà sacrificato per la speculazione edilizia in un momento in cui la popolazione sta diminuendo”.

Tra il pubblico si accomodano molti volti noti del Lido. Dai delegati Andrea Bodi e Matteo Bognolo, agli “ecologisti” Gianbattista Vianello, Cristina Romieri e Paolo Fumagalli. Seduti al banco dei relatori invece ci sono Roberto D’Agostino, urbanista, Bruno Amendola, Coord. Associazioni ambientaliste del Lido e Gianfranco Bettin, Assessore all'ambiente Comune di Venezia. Già, proprio quello stesso Bettin che pochi mesi fa, quando era in campagna elettorale per le primarie per diventare sindaco, Torcinovich gli chiese quale sarebbe stato il suo primo impegno se fosse diventato il primo cittadino veneziano. E la risposta fu: “la rimozione del Commissario”.

Oggi siamo di fronte a un attacco frontale della speculazione” le dure parole di Amendola, “C'è un continuo attacco al verde immotivato. La forza delle associazioni sono i ricorsi. Ma se viene fatta un'operazione imposta dal Commissario, noi non possiamo farci nulla. Dobbiamo cercare di venire fuori da questo gorgo che ci sta trascinando sempre giù”.

Sulla stessa linea d’onda anche D’’Agostino. “I Commissari decidono al posto del Comune cosa si fa nei territori e con questo rompono una delle regole democratiche fondamentali”, attacca “Il Lido ha un Piano Regolatore. Per farlo e approvarlo c’è tutto un iter che coinvolge anche le osservazioni dei cittadini. Il Piano garantisce gl'interessi della comunità. È una procedura democratica. Il Commissario toglie tutto questo”.

Speranza e pessimismo nelle parole del pubblico. “Per uscire dall'empasse, bisogna mettere in campo la politica” dice Salvatore Lihard (Cgil) “Quando i cittadini sono protagonisti, sono vincenti”. Più critico invece il sig. Sandro, che ha così duramente analizzato la situazione: “C'è la volontà politica di cambiare o siamo in mano a un gruppo di affaristi? O c'è una volontà politica, o il Lido è finito. Io sono convinto che il Commissario rimarrà e concluderà lo scempio che si sta consumando al Lido”.

Un vecchio leitmotiv della più grande punk band politica del mondo, gli inglesi The Clash, faceva così: “Breaking rocks under hot sun, I’ve fought the law and the law won – Spaccando pietre sotto un sole caldo, ho combattuto la legge e la legge ha vinto” (1979). Siamo davvero di fronte a questo. Possiamo solo sperare che Spaziante faccia bene il suo dovere?

Se metteremo insieme istituzioni, cittadini e comitati, si vincerà” la chiusura di Bettin, “Se il Consiglio Comunale dovesse votare un ordine del giorno che non vuole Spaziante, si creerebbe un fatto politico nuovo. Se il sindaco Orsoni ribadirà di non voler commissionari e se la città si mobiliterà, qualcosa potrà cambiare. Siamo aperti a tutte le alleanze per questa battaglia. Sinistra e Destra hanno commesso errori. Questo è il momento di essere uniti”.

“Ero immersa nei miei sogni di un’apparenza brillante e corretta/ e il mio sonno è stato interrotto/ ma il mio sogno rimaneva chiaro/ sotto forma di vallate luminose/ dove si sente l'aria limpida/e i miei sensi si sono riaperti/ Mi svegliai (sentendo) l'urlo/ che la gente ha il potere di redimere l'opera dei pazzi/ fino alla mitezza, alla pioggia della grazia/è stabilito, è la gente che guida/ La gente ha il potere”. People have the power, Patty Smith.

 

 

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