Le indagini dei militari dell’Arma della compagnia di Castelmassa, di cui si è avuta notizia sono iniziate circa un anno fa. È stato scoperto come i venti poi denunciati, in larga parte polacchi, avessero tentato di ottenere in modo indebito il proprio codice fiscale pur non risiedendo in Italia. Possedere questo attestato, infatti, permette almeno di tentare di dimostrare di essere residente in Italia e godere così dei benefici di un’eventuale sanatoria.
Gli stranieri, poi denunciati, avevano rilasciato tutti delle autodichiarazioni false all’ufficio di Badia dell’agenzia delle entrate. Nelle documentazioni affermavano di risiedere nei Comuni di Salara o di Ficarolo. Successivi accertamenti agli uffici anagrafe di quelle due amministrazioni comunali ha permesso di appurare che nessuno dei cittadini figurava nei registri anagrafici. Le indagini pr os e guono da un lato per arrivare all’individuazione di ulteriori e ben più complessi reati e, dall’altro, per accertare l’eventuale concorso di altre persone.
Lo sviluppo del l avoro compiuto dai militari dell’Arma della Compagnia di Castelmassa non coglie di sorpresa Lauro Biolcati, della federazione lavoratori dell’agroindustria (Flai) della Cgil polesana. L’esponente della Camera del lavoro spiega che alla categoria «sono arrivate alcune segnalazioni di possibili casi di caporalato nelle campagne polesane, che la Flai sta verificando con l’aiuto dei lavoratori». Il sospetto, quindi, che ci possa essere un racket degli addetti stagionali stranieri esiste.
«Va capito se c’è della sostanza attorno a queste notizie spiega Bi olcati - ma quando sentiamo parlare di camioncini che girano per le campagne l’attenzione si alza immediatamente».
Ma il fronte dei lavoratori stagionali non è l’unico che ha impegnato i carabinieri della compagnia di Castelmassa nell’ambito dei controlli. Giovedì i militari hanno eseguito delle verifiche in tre cantieri edili, due in via Spizzinetto a Giacciano con Baruchella gestiti da ditte della provincia di Verona e uno in via Sanzio a Trecenta in carico a un’impresa del Vicentino. Gli accertamenti hanno dato luogo a violazioni di natura penale. A Giacciano è stata sanzionata la non idoneità dei parapetti sui ponteggi fissi. A Trecenta, invece, sono stati scoperti dei lavoratori impiegati «in nero». Ai controlli di tre giorni fa ha partecipato anche personale dell’Inail e dell’ufficio provinciale dell’Ispettorato del lavoro.
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