La democrazia partecipativa sbarca a Venezia con «Io decido»

Stampa

Ogni giorno siamo sommersi da un mare di notizie negative che ci restituiscono un paese malato, inquinato e un'immagine della politica come mera pratica di potere, avulsa dalla vita quotidiana dei cittadini. Eppure non tutto è così ma i riferimenti positivi non circolano quanto quelli che contribuiscono a far crescere l'apatia e il distacco dalla vita pubblica nelle persone. Quanto rilievo è stato dato allo svolgimento nel febbraio di questo anno al primo “Town meeting” italiano, ovvero all'applicazione di uno strumento di partecipazione diretta al governo locale da parte dei cittadini, molto in uso da tempo in America e ora anche in Europa? In 5 località la Regione Toscana ha organizzato la discussione e la votazione sul piano paesaggistico da parte di un gruppo consistente di cittadini scelti a campione, sulla base di quanto prevede la legge regionale sulla partecipazione.

A Genova lo scorso anno, su pressione dei comitati cittadini, si è invece svolto il primo Dibattito pubblico, sull'esempio dei Débat public già attivi in Francia da 20 anni, per coinvolgere in maniera responsabile la cittadinanza su progetti di trasporto molto invasivi per il territorio. Il comune di Modena ha invece organizzato nel mese di questo maggio il progetto “Via per Via “ per consentire a cittadini e associazioni di prendersi cura del proprio territorio, attraverso un percorso con regole condivise e favorendo la microprogettualità diffusa. Potremmo ricordare ancora la recentissima consultazione fatta a Firenze a settembre per la grande iniziativa dei «Cento luoghi», in cui i cittadini hanno espresso le loro opinioni e idee concrete sul miglioramento di cento località della città. Ma molti altri sono gli esempi in corso, in cui grazie alla risorsa di una cittadinanza consapevole e desiderosa di rendere la propria città più viva, più bella e più equa e all'ascolto da parte di un’amministrazione attenta e intelligente, si è davvero operato per alimentare o ricreare il senso di una comunità, la voglia di partecipazione e per riuscire infine a fare scelte migliori e condivise.

La democrazia partecipativa ha ormai una storia consolidata alle spalle, ha modelli e percorsi praticabili: si offre come argine alla deriva dei partiti e della democrazia rappresentativa, da voce al singolo cittadino e a chi non ha voglia o non riesce a integrarsi nelle logiche partitiche, spartitorie, ostili alle donne, ai giovani, alla complessità della residenza di oggi.
Ė così che accogliendo un desiderio diffuso in città, abbiamo voluto far nascere anche a Venezia un percorso di democrazia partecipativa, ed è per questo che abbiamo chiesto al primo cittadino, il sindaco Giorgio Orsoni, e agli assessori e consiglieri, di organizzare insieme un incontro con la cittadinanza per affermare il valore della partecipazione nella vita democratica della città, stabilire regole e risorse e programmare una serie di forum tematici sui problemi più sentiti.

Giovedì scorso, 9 dicembre 2010, presso la Sala Teatro del Patronato dei Frari, più di 250 persone si sono stipate accogliendo la proposta che era stata fatta circolare e si sono gettate le prime basi per proseguire in questo cammino di ascolto, dialogo e condivisione tra cittadinanza e amministrazione. È stata un'occasione per tutti e tutte, e speriamo che sia un lievito che fermenti in città producendo un buon pane fragrante.

Tiziana Plebani Geografia di Genere
per il Coordinamento Io Decido
contatti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

AddThis Social Bookmark Button