Padova: i nodi dello sviluppo scorsoio. E le proposte per scioglierli L'Elefante Festival del tempo lungo, dal 15 al 25 giugno 2017 a Padova, con la partecipazione anche di Lies Working Title Film Festival 2, a Vicenza il festival del cinema del lavoro. Seconda edizione dal 27 aprile al 1° maggio 2017 L'infinito Viaggiare, laboratori, libri, incontri a Padova da marzo a dicembre 2016 Video: Indagare la realtà. L'inchiesta sociale tra stereotipi e cambiamento. Il convegno a Padova il 24 febbraio 2011

Alessandro Leogrande e l’inchiesta: un archivio audio e video per ricordarlo

30/11/2017 | 17:48

alessandro-leogrande-982x540Alessandro Leogrande è morto nella sua casa di Roma la mattina di domenica 26 novembre 2017. Aveva solo 40 anni. Per noi di Lies, come per i tanti che avevano avuto la fortuna di conoscerlo e di collaborare con lui, è stata una pessima notizia.

Giornalista e scrittore, vice direttore della rivista Lo Straniero, autore di un pugno di inchieste narrative sui temi chiave del nostro tempo che continueremo a sfogliare nei prossimi anni, Alessandro univa una grande cultura, una grande umiltà e una rara simpatia umana.

Nei suoi lavori – oltre ai libri, molti articoli e trasmissioni radiofoniche – l’accuratezza e l’approfondimento non scadono mai nella semplificazione o nella posa della denuncia fine a se stessa. Al centro della sua scrittura ci sono le storie delle persone più umili, raccontate con dignità e rispetto, contestualizzate in contesti storici di ampio respiro.

Per Lies Alessandro Leogrande è stata e continuerà ad essere una persona importante. Fin dall’inizio è stato sempre disponibile e curioso del nostro incedere un po’ confuso. Lo abbiamo invitato più volte a Padova, a presentare i suoi libri e a raccontarci i retroscena del suo lavoro, i suoi strumenti del mestiere e il suo approccio etico sul lavoro di inchiesta.

UN ARCHIVIO

In questa pagina raccogliamo le preziose tracce digitali che Alessandro Leogrande ha lasciato durante i nostri incontri. È un piccolo contributo, che non servirà a colmare il vuoto che questa perdita lascia ma che speriamo possa contribuire a far conoscere la sua opera e il suo pensiero.

Pubblichiamo il video integrale, registrato il 27 ottobre 2016 al liceo scientifico Eugenio Curiel di Padova, dell’incontro “Le frontiere della migrazione nei media”, in cui dialoga con Gianni Belloni e con gli studenti a partire da “La frontiera”, presentandolo in quei giorni anche nell’ambito del progetto L’infinito viaggiare. L’incontro al liceo Curiel era organizzato all’interno del progetto World Social Agenda a cura di Fondazione Fontana.

Nei link che seguono trovate i file audio dei tre seminari che Alessandro ha tenuto nei laboratori di inchiesta di Lies fra il 2011 e il 2013.

Nel marzo 2011 parlò del suo metodo di scrittura e inchiesta e del suo libro “Uomini e caporali” sul caporalato nelle campagne pugliesi).

Nel novembre 2011 la sua “monografia” fu su “Il naufragio. Morte nel Mediterraneo” che ricostruiva l’affondamento della nave Kater i Rades, la prima “strage del mare” in cui trovarono la morte 57 albanesi che stavano attraversando il Canale d’Otranto per raggiungere le coste italiane.

Nel maggio 2013 ci raccontò i retroscena di “Fumo sulla città”, il reportage sull’Ilva e la sua Taranto.

 

Nodi dello sviluppo scorsoio: le foto delle visite a ex Foro Boario, via Anelli, Torre Gregotti e Pp1

26/10/2017 | 23:29

Un reportage fotografico di Mara Scampoli ha documentato le passeggiate guidate ai “Nodi dello sviluppo scorsoio” di Padova, un progetto di Lies curato da Gianni Belloni nell’ambito del progetto La città (in)visibile: segni e mappe del nostro tempo, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, nell’ambito del bando Culturalmente.

Ex Foro Boario corso Australia, 16 settembre 2017. Accompagnatori: Fabio Tonello, Paolo Coltro

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Working Title Film Festival 3: nuovo bando di concorso per i film sul lavoro

20/10/2017 | 17:59

banner_bando_wtff_2018Pubblichiamo il nuovo bando di concorso per Working Title Film Festival 3, che si svolgerà dal 27 aprile al 1° maggio 2018 a Vicenza. Con la sua terza edizione, il festival del cinema del lavoro cambia location: ad ospitare la manifestazione, promossa dall’associazione Lies Laboratorio dell’inchiesta economica e sociale, sarà infatti la Sala del Ridotto del Teatro Comunale Città di Vicenza. Con 380 posti a sedere e strumentazioni audio-video per la proiezione cinematografica in alta definizione, la sala sarà la nuova “casa” per le proiezioni, gli incontri con i registi e le premiazioni. La nuova prestigiosa sede si aggiunge allo spazio artistico e creativo Exworks, che si conferma partner del progetto per il terzo anno consecutivo.

Il concorso si fa in due

Anche per la nuova edizione si rinnova il concorso internazionale, rivolto principalmente a registi under 35 e aperto a opere audiovisive di qualunque genere sul tema del lavoro, in tutte le sue forme. A questa sezione, dedicata ai mediometraggi e lungometraggi, si affianca una nuova sezione – ExtraWorks, dedicata alle forme audiovisive brevi, con particolare attenzione alla sperimentazione e ai nuovi linguaggi.

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Le Torri Gregotti dell’Arcella e il referendum. Materiali da “I nodi dello sviluppo scorsoio”

9/10/2017 | 18:02

Nell’ambito del ciclo “I nodi dello sviluppo scorsoio” a Padova, il 7 ottobre 2017 abbiamo visitato la Torre Gregotti all’Arcella con gli accompagnatori Sergio Lironi e Ernesto Milanesi. Qui riportiamo il testo scritto da Ernesto Milanesi, giornalista, che ha ricostruisce la vicenda di quel progetto urbanistico.

La “democrazia referendaria” nella città delle gru e degli struzzi

di Ernesto Milanesi

(Materiali per l’iniziativa del 7 ottobre 2017)

Avvertenza preliminare

torre-gregotti-padova-300x217Dopo il caso di scuola della Catalogna indipendentista e prima della consultazione “autonomista” in Veneto e Lombardia, appare quanto mai delicato il terreno del referendum come espressione diretta della volontà popolare e insieme strumento principe che vincola la decisione politica. È ormai un fatto conclamato l’uso squisitamente sovranista anche della consultazione referendaria, mentre troppo spesso (in particolare, nell’Italia della “Prima Repubblica”) il verdetto dei cittadini rischia di restare lettera morta. Dunque, senza farsi suggestionare dall’attualità – o, peggio, dalle scorciatoie sull’idea di consenso che “legittima” ben altro – ci si limita qui a ricostruire la cronaca di un ben preciso referendum più che locale e ad offrire lo scenario dentro cui si inscrive questa eccezionale vicenda.

Il “caso Arcella”

Padova nella sua storia amministrativa recente ha archiviato un solo referendum consultivo cittadino: 13 novembre 2000 sul progetto di tram. Votò il 29% degli elettori, quando lo Statuto comunale richiedeva la maggioranza degli aventi diritto. Di conseguenza, fu invalidato. Per la cronaca il tram nella versione di Ivo Rossi aveva ottenuto il 62% dei voti favorevoli, mentre quella messa a punto dalla giunta di Giustina Destro era stata bocciata dal 60%. Al contrario, il referendum di quartiere del 18 maggio 2006 sul maxi- progetto delle “Torri Gregotti” nel cuore dell’Arcella ne provocò, di fatto, la bocciatura urbanistica e amministrativa. Con il 25,75% dei partecipanti nelle sette sedi elettorali aperte dalle 8 alle 20 l’esito fu inequivocabile: 75% di No.

Leggi e scarica l’inchiesta in pdf su Slideshare

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