Articolo su il manifesto

autore: lies
24/1/2011 | 12:28

Il laboratorio di inchiesta è stato segnalato con un articolo sul quotidiano il manifesto, nella pagina «territori», nel numero di domenica 23 gennaio.

Leggi qui sotto l’articolo a firma M.D.C.

NORDEST Un Laboratorio dell’inchiesta economica e sociale. Per «dare un senso al flusso di informazioni che ci sommerge e ci rende passivi»
«Troppa informazione, non si capisce più nulla. Meglio tornare all’inchiesta»

M.D.C. PADOVA

«Per un Laboratorio dell’inchiesta economica e sociale»: è la sfida che lanciano Contrade a Venire, Associazione studenti universitari, Carta, la rivista Lo Straniero e Re-Fusi (l’associazione dei giornalisti veneti freelance) in collaborazione con Cgil, Comune, Università e Ordine dei Giornalisti del Veneto. Dal 24 febbraio fino al 6 maggio un corso-seminario dedicato all’auto-informazione per una ventina di “militanti” che a Nord Est ancora si preoccupano di portare a galla notizie, documenti e verità scomode.

«Riteniamo urgente approntare strumenti utili all’indagine del contesto in cui viviamo. Proprio mentre si affollano e si rendono sempre più accessibili immagini, storie, racconti e notizie, percepiamo un allentarsi progressivo della capacità di comprendere la realtà, di coglierne gli aspetti salienti e di definirne i caratteri. Quello che manca sono cornici che possano dare un senso al flusso incessante di informazioni che ci sommergono e ci rendono sostanzialmente passivi» spiega Gianni Belloni della redazione di CartaEstNord che ha curato l’ideazione organizzativa.

Il convegno di apertura è fissato nella sala Anziani di palazzo Moroni giovedì 24 febbraio alle ore 16. Con la partecipazione di Goffredo Fofi (direttore della rivista Lo Straniero), Barbara Di Tommaso dello studio Aps di Milano, Luca Pes direttore della scuola di Scienze sociali della Venice International University, Gianfranco Bettin, il filosofo Adone Brandalise e Giuliano Santoro della redazione di Carta. Poi ogni venerdì quattro ore di laboratorio con Stefano Laffi, Alessandro Leogrande, Matteo Melchiorre, Gianfranco Bettin, Andrea Celli, Ernesto Milanesi e Sebastiano Canetta, Devi Sacchetto e Mauro Varotto.

«Dal nostro punto di vista fare inchieste sociali deve servire per conoscere e contestualmente cambiare, noi stessi e il mondo che ci circonda. La conoscenza è per noi un fattore di cambiamento in primo luogo al servizio dei più deboli, dei senza potere e dei senza parola. Sappiamo che le relazioni sociali ed economiche sono, prima di tutto, relazioni di potere e che le quote di potere non sono distribuite in parti uguali. Parteggiando non facciamo che compensare questa ineguaglianza superando un assurda indifferenziata simpatia con la realtà. Per noi l’inchiesta non corrisponde alla pur necessaria denuncia sociale, ma vuol essere qualcosa di più: processo di conoscenza che nel suo svolgersi già tenta di sovvertire gli equilibri esistenti, puntando gli occhi sulle linee di faglia, sulle contraddizioni, sulle promesse di cambiamento» si legge nella presentazione del Lies di Padova.

Insomma, la miglior alternativa auto-organizzata ai Master del giornalismo imbalsamato. Protagonisti del laboratorio d’inchiesta padovano saranno soprattutto giovani, studenti e animatori dei comitati locali. «Capiamo che quello che manca sono delle cornici che possano dare un senso al flusso incessante di informazioni che sommergono e ci rendono sostanzialmente passivi. Fare inchiesta è un modo per dare dignità e riconoscibilità ai fatti sociali, alle piccole esperienze come ai grandi fatti globali. Il nostro obiettivo è acquisire conoscenza solide, durature e profonde: tutt’altro del flusso inesausto e indifferenziato di cui si nutre l’attuale sistema politico-mediatico. Crediamo che uno dei tratti fondamentali della crisi contemporanea sia proprio l’incapacità di lettura che porta all’utilizzazione di stereotipi, di facili etichette in grado di chetare contraddizioni, sedare conflitti, azzittire coscienze».

Info: www.estnord.it, laboratorio.inchiesta@gmail.com

23 gennaio 2011

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